Apriresti un negozio nel deserto?

Meglio Piazza San Marco?

Quando si sceglie la posizione di un negozio, spesso si tengono presente alcuni aspetti fondamentali per il successo dell’attività ma la caratteristica che non deve mai mancare, sentendo parlare chi cerca un immobile per avviare o trasferire un’attività, è la più semplice: ci deve essere un bel passaggio!

Quindi lo apriresti un negozio nel deserto o, potendo scegliere, opteresti più facilmente per Piazza San Marco? La domanda non è difficile, quindi la risposta è senza dubbio la seconda ma il punto focale è un altro: qual è il motivo?

Più gente mi vede, meglio è!

E’ sicuramente più facile che l’attività vada bene se è posizionata in una strada di passaggio, magari anche pedonale, ad esempio in una via prestigiosa in centro. O magari all’interno del nuovo centro commerciale, in prossimità dei punti più battuti dai visitatori.

La accetti una provocazione?

Ma se piazzi la tua attività nella piazza principale della tua città, secondo me demandi molto dei tuo marketing al contesto in cui ti ritrovi. E non è un bella situazione, anzi, è drammatica! Questo significa che finché le condizioni rimarranno quelle, la tua attività non avrà niente da temere. Ma, con i cambiamenti profondi e repentini ai quali stiamo assistendo in questi anni, sei sicuro che rimarrà tutto così?

Ma allora, sei un imprenditore o un semplice gestore? La differenza è sostanziale! Un imprenditore innova, guarda avanti, pensa, sta attento, anticipa i tempi… mentre il gestore di un’attività commerciale apre il negozio al mattino, vende e quando è sera chiude. Se le persone arrivano, bene, altrimenti il commento è “Speriamo vada meglio domani!”.

A me sembra il ragionamento che possa fare un abusivo sulla spiaggia e non un titolare di Partita IVA con magari anche la responsabilità di avere dei dipendenti.

3 spunti per essere un imprenditore e non un gestore

  1. Cerca di posizionare la tua attività in Piazza San Marco ma pensa, elabora e agisci come se fossi nel deserto! Non demandare la gestione del cliente (trovarne di nuovi e mantenere quelli che hai) al contesto favorevole. Nel film Il Corvo, una delle frasi più celebri è “Non può piovere per sempre.” ma è altrettanto vero che “Non può esserci sempre il sole!”
  2. Se le persone iniziano ad acquistare meno da te, non è la crisi ma è la tua attività che non è rimasta nella testa delle persone. Non devi solo soddisfare il cliente, lo devi stupire. Devi dare più di quello che prometti e devi promettere meno di quello che puoi dare. L’effetto WOW!, ovvero lo stupore che un cliente prova è decine di volte superiore alla semplice soddisfazione. Il cliente soddisfatto torna, il cliente stupito torna e ti porta altri clienti.
  3. Se le persone adesso si documentano sul web, si confrontano sui social, comunicano tramite posta elettronica e messaggistica istantanea, perché tu non utilizzi in modo corretto questi nuovi strumenti digitali a disposizione del marketing? Non devi avere un sito perché ce l’hanno tutti, non devi postare in continuazione sui social perché hai letto da qualche parte che può funzionare, non bombardare i tuoi contatti con comunicazioni generiche. Usa gli strumenti online in modo strategico e coordinato con l’obiettivo di trovare nuovi clienti e non perdere quelli che hai. La tecnologia deve essere al tuo servizio e non il contrario!

Il deserto non è solo fisico ma è anche comunicativo. Se parli alle persone sbagliate di argomenti non adatti è come parlare al muro. Infatti, un altro modo di dire è “predicare nel deserto” ed è quello che fanno molti gestori di attività commerciali (non quindi degli imprenditori) che si ostinano a vendere tutto a tutti, sempre. Anche sul web.

Il web ha dinamica diverse, ha opportunità nuove. 

Il 45% dei clienti compra in base a offerte e promozioni.

Il 76% dei Millennials compra in base alla fiducia nei confronti del brand o, più semplicemente, del nei confronti del negozio. In che modo i Millennials costruiscono la loro fiducia? Online. E pensi che cambieranno in futuro? Semplice, no.

Se il tuo negozio fisico lo preferisti in Piazza San Marco, perché la tua presenza web è praticamente nel deserto?!? Le persone passano ormai tutte dal web ma in tanti si ostinano a trascurare la Piazza San Marco digitale! Mi dici perché?

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Se la tua gestione del cliente (trovarne di nuovi e mantenere quelli che già hai) sta attraversando un periodo complicato, ti invito a prendere in considerazione un cambio netto di strategia. Ciò che hai sempre fatto ti ha portato fino ad oggi ma le condizioni che c’erano fino a poco tempo fa non ci sono più. Con una chiacchierata di un’oretta, potremmo analizzare la tua situazione attuale dal punto di vista marketing.

Cristiano Ronaldo e l’illusione di vincere!

Ma Cristiano Ronaldo è passato alla Juve?!? Ma quando?!?

Certo che lo avrebbero anche potuto dire!!! A parte la battuta, dopo l’euforia per l’annuncio ufficiale, seguita all’ansia per una trattativa clamorosa già entrata nella storia, subentra l’illusione di aver già vinto tutto!
Cosa c’entra Ronaldo sul tuo blog? Da juventino ti risponderei che Ronaldo alla Juve c’entra comunque! Ma su questo blog Cristiano Ronaldo rappresenta un grandissimo esempio su come l’ennesimo nuovo e potentissimo strumento a disposizione dia l’illusione di ottenere dei risultati con facilità e soprattutto senza fatica. Niente di più sbagliato!

Gli strumenti aiutano ma da soli non bastano!

Gli strumenti aiutano, il progresso ne inventa sempre di nuovi e il loro corretto utilizzo ci agevola: pensate ad un avvitatore elettrico rispetto al classico cacciative, pensate alla lavatrice rispetto alla semplice mastella… Se non hai comunque le istruzioni di montaggio o non sei già un esperto, un armadio non si monta solo perché hai comprato un avvitatore; stesso discorso vale per i panni sporchi, la lavatrice non li lava se non ne conosci il funzionamento e soprattutto i suoi diversi programmi.
Lo stesso vale per Cristiano Ronaldo, è sicuramente un tassello importante nel mosaico della squadra di Allegri ma il mosaico va comunque costruito e portato a compimento con impegno, attenzione, allenamento, fortuna e quindi tanto lavoro

Sarà anche ora, adesso, di parlare di marketing, cosa ne dici?

Sento diversi imprenditori o professionisti che etichettano il marketing online come non adatto al loro settore o addirittura non così efficace come tutti vogliono far credere. Approfondendo un po’ l’argomento, nella stragrande maggioranza dei casi il marketing online viene considerato quasi come un incantesimo che “con facilità e soprattutto senza fatica” ci risolve all’istante tutti i problemi. Il web, i social network, l’invio di email e tutti gli strumenti più o meno complessi che continuamente vengono introdotti sono soltanto, per rimanere su Cristiano Ronaldo, giocatori più forti che devono, però, essere inseriti in una rosa, negli schemi, nelle tattiche e che, soprattutto, si devono amalgamare con il tutto. Quindi, e qui non me ne vorranno gli juventini, comprare Cristiano Ronaldo non basta!
Se hai un’impresa, un’attività commerciale o sei un professionista, comprare l’ultimo software per l’invio di email, affidare a un tuo dipendente la pubblicazione di post sui social, sentire con tuo “cuggino” per farti gestire il sito web, non basta! Occorre che il sito, i tuoi profili social, l’invio di email, vengano utilizzati in modo strategico e coordinato.
Se infili nella lavatrice bianchi e colorati, cotone e lana, schiacci qualche tasto e fai andare il tutto, non puoi pretendere grandi risultati e soprattutto, in caso, non puoi dare la colpa alla lavatrice.
Allo stesso modo, quindi, se realizzi un sito web e lo lasci online senza aggiornarlo, se pubblichi qualcosa sui social quando ti ricordi, se invii email al mondo dichiarandoti “leader del settore” (a proposito, ma quanti sono ‘sti leader del settore?!?), non puoi pretendere grandi risultati e soprattutto, in caso, non puoi dare la colpa al marketing online.

Tre domande facili ma fondamentali

  • Prima domanda – Il tuo sito è utile a chi lo naviga? Nel senso, chi arriva sul tuo sito riesce ad interagire con bottoni, moduli da compilare, risorse da scaricare, testimonianze da leggere, informazioni utili per capire se tu possa essere l’interlocutore giusto per risolvere il suo problema? O è un catalogo virtuale dove è possibile soltanto visualizzare i tuoi prodotti, i tuoi servizi, chi sei e dove sei?
  • Seconda domanda – I tuoi social parlano con chi ti segue di argomenti d’interesse che legano la tua attività ai tuoi potenziali clienti o illustrano esclusivamente prodotti, servizi, offerte, promozioni come fossero un volantino del supermercato?
  • Terza domanda – Hai l’abitudine di inviare email in modalità newsletter a tutti i tuoi contatti indistintamente o hai almeno in parte segmentato la tua lista? Se parli con tutti è un comizio, se parli con i singoli clienti è una conversazione. Le persone oggi non hanno più tempo per ricevere stimoli generici, messaggi standard, notifiche inutili; cerca di impostare una strategia di marketing d’attrazione e non di spinta. Individua le caratteristiche dei tuoi clienti, i loro bisogni, suddividi i tuoi clienti in gruppi e instaura una conversazione mirata sulla base dei rispettivi bisogni.

Se vendi scarpe e lanci campagne pubblicitarie dicendo che hai tutto per tutti, pensi che possa rimanere impresso nella mente di qualcuno? Se vendi scarpe da trekking per percorsi alpini, pensi che gli appassionati di quella particolare attività possano sentirsi chiamati in causa in modo più coinvolgente? E’ decisamente più efficace rivolgere 10 messaggi diversi ma specifici a 10 gruppi omogenei di clienti che inviare 1 messaggio generico e caotico (perché devi metterci dentro tutto) a tutti i tuoi contatti.

Tu dirai… ma è più facile mandare un’email a tutti! Certo, la scelta è la tua: o fai qualcosa di facile o fai qualcosa che funziona!

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I commenti negativi vanno eliminati?

Sei permaloso? Allora è un problema!

Se ci arriva la notifica di un social o di un portale specializzato con la quale ci viene comunicato che “tizio” o “caio” ha commentato il nostro post e lo andiamo ad aprire, può capitare che quel commento non sia per forza positivo. Può anche essere negativo. Cosa facciamo? Lanciamo il pc dalla finestra? Lo ignoriamo? Lo cancelliamo? Iniziamo una battaglia a suon di insulti? Guai! Ve lo sconsiglio vivamente!
I post o i commenti social, se negativi, non vanno mai ignorati né tanto meno cancellati e il ragionamento che adesso andremo a fare vale anche per le recensioni negative che possiamo ritrovarci sui portali di settore più conosciuti come Tripadvisor o Booking o su Google Maps o Facebook stesso. Le recensioni, ovvero le testimonianze circa l’esperienza che i nostri clienti fanno presso di noi, sono il passaparola virtuale. Se il passaparola lo hai sempre considerato il mezzo più efficace e potente per promuovere la tua attività, perché trascuri quelle che sono il nuovo modo di mettere in atto il passaparola, ovvero le recensioni o i commenti ai post social?
Le recensioni e i commenti sono la prima fonte di informazioni che gli utenti utilizzano sul web per conoscere la tua attività e, soprattutto, per decidere se scegliere o meno la tua attività. Non è un parere mio, è la tendenza inarrestabile che sta travolgendo tutti! Anche chi è meno tecnologico, meno propenso all’uso estremo dello smartphone, si è reso conto che con facilità può avere accesso a informazioni che gli possono essere utili.
Sai quali sono le recensioni più lette? Sono quelle negative! Le centinaia di recensioni con il massimo della valutazione non vengono ignorate, anzi, sono quelle che costruiscono la tua reputazione online ma le poche recensioni negative sono quelle che attirano di più l’attenzione e quindi sono le più lette: gli utenti vogliono sapere il motivo per cui qualcuno non si è trovato bene… perché tra la speranza di trovarsi bene e il rischio di trovarsi male è preferibile sempre, e ribadisco “sempre”, evitare una la situazione spiacevole.

Affronta le recensioni negative

Le recensioni negative vanno affrontate in questo modo:

  • Rispondendo con educazione e soprattutto con sincerità: se il cliente scontento ha ragione, ci si scusa e si può anche cercare di rimediare offrendo magari un piccolo omaggio qualora decida di tornare; se il cliente scontento ha torto o, come a volte succede, si ha la sensazione che la recensione sia stata lasciata in malafede, si deve illustrare oggettivamente il nostro punto di vista, smontando le critiche ci sono state mosse;
  • Evitando qualsiasi tipo di discussione: la zuffa digitale non serve né a convincere il cliente al quale stiamo rispondendo né tanto meno a impressionare positivamente chi quel botta e risposta lo andrà a leggere. Le recensioni pubbliche non sono un litigio al telefono o una discussione al momento del conto ma possono raggiungere centinaia di persone, non dimentichiamolo mai.

Una recensione negativa è meglio di un complimento!

Prova a fare queste 3 considerazioni.

  1. I clienti abituali non sono più così obiettivi come lo è un nuovo cliente.
    Chi non ci conosce, ci valuta in modo puntuale su quella singola esperienza d’acquisto senza essere influenzato dalle tante esperienze positive che un cliente abituale può avere. Nella nostra pizzeria di fiducia, se ci arriva la pizza con un po’ di ritardo, il nostro commento sarà “Vabbè, può capitare!”; se il ritardo lo subiamo in un nuovo locale nel quale siamo andati per la prima volta, il nostro commento sarà molto più categorico!
  2. Tutte recensioni positive non sono credibili!
    Il mondo digitale è soltanto la trasposizione virtuale del mondo reale! Non ti è mai successo di dover discutere a quattr’occhi con un cliente che non si è trovato benissimo? Quelle critiche sono rimaste tra te e lui ma non significa che non ci siano state! La percezione di qualità nei confronti di un prodotto o di un servizio è soggettiva, è impossibile incontrare il favore di tutti. E’ fisiologico avere clienti innamorati del nostro prodotto e clienti meno entusiasti.
    E’ quindi utile avere anche recensioni negative, rendono tutto più credibile!
  3. Ma non si dice che le critiche servono per migliorare? E allora ben vengano!
    Le critiche, se costruttive, servono per crescere e per migliorare. Il nostro punto di vista non può essere distaccato e oggettivo. Spesso ci adagiamo sui complimenti ricevuti e un’eventuale critica la ignoriamo, magari imputandola alla poca “competenza” di chi l’ha sollevata. E’ un errore madornale!
    Se la critica è palesemente insensata, è sufficiente rispondere in modo adeguato ma senza perderci troppo tempo.
    Se la critica invece inizia ad essere fondata o magari ricorrente, è il caso di approfondire quegli aspetti e apportare i giusti correttivi per risolvere un problema che molto probabilmente avevi sottovalutato o addirittura ignorato.

Mia nonna diceva: “Solo chi non mangia, non fa briciole!”.

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Funnel, un percorso guidato verso il successo!

Sai cos’è un funnel?

Funnel… Se ultimamente stai masticando un po’ di marketing di nuova generazione, sicuramente avrai sentito parlare di “funnel”. Se questo termine, invece, non lo conosci affatto, penso sia il caso che tu, imprenditore, attività commerciale o professionista, inizi almeno a conoscerne il significato più basilare.

Un funnel, letteralmente parlando, è un imbuto, uno strumento che riempito anche di una grande quantità di liquido, lo incanala perfettamente all’interno di un recipiente con una dispersione pari a zero.

Un funnel, parlando invece di marketing, è un percorso guidato che fatto prendere ad una grande quantità di persone (utenti, se parliamo di web), le incanala in modo sistematico verso una destinazione ben precisa che spesso, ma non sempre, corrisponde all’acquisto.

Un funnel, quindi, è un sistema che ha l’obiettivo di innalzare l’efficacia delle iniziative di marketing perché accompagna il potenziale cliente, con tecniche e strumenti specifici, passo passo verso l’acquisto.

Si parte!

I consumatori, infatti, per effettuare un acquisto, nella maggior parte dei casi, possono essere paragonati a degli esploratori che partono per la loro meta equipaggiati di bussola, zaino, viveri e coltellino. Per raggiungere la loro destinazione, la meta, affrontano un vero e proprio viaggio formato da tappe e un funnel ben costruito è quel sistema che, per ogni tappa, prevede una specifica azione per agevolare il passaggio alla tappa successiva, passaggio che chiameremo “conversione” (se vuoi approfondire leggi l’articolo dedicato proprio alla conversione).
Quali sono queste tappe? Solitamente se ne individuano da 3 a 6 e questa è una rappresentazione sufficientemente aderente.

Prendiamo ad esempio un funnel a 4 fasi

  1. Insorgere del bisogno > Questa è la prima fase, la persona si rende conto di avere un’esigenza da soddisfare. Se ne può rendere conto improvvisamente (mi cade il telefono in un tombino) o ne ha consapevolezza gradualmente (devo andare a un matrimonio e devo comprarmi un abito) o viene in qualche modo stimolato da input esterni (come la pubblicità che a volte crea il bisogno ma nella maggior parte dei casi ne stimola soltanto la consapevolezza).
  2. Valutazione > La persona inizia il suo percorso andando alla ricerca di informazioni relative all’esigenza che è sorta. E questa ricerca può essere effettuata in qualsiasi modo: sul web cercando su google, parlando con amici, colleghi o conoscenti, recuperando informazioni già in suo possesso.
  3. Decisione > Una volta raccolte le informazioni, la persona deve prendere una o più decisioni: è arrivato il momento di agire o manca ancora qualche dato? Ha individuato con sicurezza chi effettivamente ha il prodotto o il servizio adatto a soddisfare quella specifica esigenza?
  4. Acquisto > La persona conclude il suo percorso concretizzando l’acquisto.

Qual è il funzionamento sistematico di un funnel?

In ogni fase devo essere in grado di intercettare il potenziale cliente rivolgendomi a lui con argomenti, contenuti, informazioni adatti alla fase in cui si trova in quel momento! Se ha appena percepito un’esigenza, non posso presentarmi con l’offerta imperdibile! Se deve decidere, non posso parlargli delle diverse soluzioni a disposizione perché le ha già valutate! Se non gli resta che acquistare, non posso offrirgli un ulteriore sconto perché ha già deciso! Ogni fase ha bisogno del suo linguaggio, dei suoi contenuti, dei sui strumenti, il tutto ottimizzato al meglio in base alla strategia studiata preventivamente.
Ma come faccio materialmente ad accompagnare il potenziale cliente nel suo viaggio? Stiamo parlando di marketing di nuova generazione, quindi marketing digitale, marketing per il web. Occorre automatizzare più fasi possibili per permetterci di gestire più persone in meno tempo. Il web ci sta rivoluzionando la vita e le caratteristiche principali del marketing per il web sono la velocità e la portata! Posso raggiungere in brevissimo tempo tantissime persone ma non posso seguirle manualmente, chiamando tutti al telefono o inviando email a tutti. Occorre impostare un sistema automatizzato che ci sostituisca nelle fasi più lontane dall’acquisto e ci permetta di dedicarci alle fasi più vicine alla vendita.

Dobbiamo essere noi a guidare la bussola del potenziale cliente, accompagnandolo gradualmente verso di noi.

Strumenti necessari per automatizzare un funnel

Questi automatismi si realizzano attraverso 4 strumenti:

  • Sito web con blog
  • Social network
  • Raccolta contatti (lead generation)
  • Messaggistica automatica (email e chat)

Ogni obiettivo di marketing può essere raggiunto in modo più veloce e redditizio attraverso un funnel specifico. Questo significa che non esiste un solo funnel ma può esistere un funnel per ogni nostro obiettivo. Ecco che diventa fondamentale la strategia di marketing. Un funnel, così come un sito, una promozione, un concorso a premi, un programma fedeltà, è uno strumento che per avere il massimo dell’efficacia deve essere inserito all’interno di una strategia studiata a monte. Senza strategia, qualsiasi iniziativa non è che un tentativo occasionale. Una strategia ben studiata, invece, trasforma ogni iniziativa in tessere di un mosaico e le porta a collocarsi perfettamente al loro posto e a far comparire il disegno finale.

Un’ultima cosa…

Abbiamo toccato in questo articolo tanti argomenti, ognuno dei quali potrebbe essere ulteriormente sviluppato. Il concetto di percorso guidato, di funnel, nasce grazie alle possibilità che gli strumenti digitali oggi a disposizione e le nuove abitudini dei consumatori ci offrono. Non fare l’errore di sottovalutare questo nuovo contesto, potrebbe essere fatale.

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Siamo a un bivio: se sbagliamo strada, siamo finiti!

Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova.

Mia mamma mi ha ripetuto questo detto tantissime volte e molto spesso le ho dovuto dare ragione. Nel mondo del marketing, però, soprattutto in questo ultimo periodo, questo detto non può essere applicato come consiglio di rimanere sulle proprie posizioni. Nel mondo del marketing, soprattutto in questo ultimo periodo, ci viene in soccorso direttamente Charles Darwin con la sua celeberrima frase: “Non è la specie più forte a sopravvivere ma la specie maggiormente predisposta al cambiamento!”.

Veniamo a noi.

Mi dispiace dirtelo ma senza il digitale perderai tutti i tuoi clienti. Non è una minaccia, è semplicemente un avvertimento. E te lo voglio anche motivare.
Siamo abituati ad un marketing d’immagine (io lo chiamo spesso marketing d’attesa), quel marketing di tipo tradizionale che prevede di fare ogni tanto volantini, manifesti, inserzioni su stampa, spot radiofonici e che comporta poi il fatto di metterci nel nostro negozio, nella nostra agenzia, nella nostra attività in “attesa” che qualche cliente, nella “speranza” che qualcuno veda, ascolti, legga la nostra pubblicità, venga da noi.

Facciamo un esempio semplice.

Spendiamo 1.000 euro e raggiungiamo 10.000 persone… Di quelle 10.000 persone un 10%, quindi 1.000, in qualche modo ci contatta con una telefonata, un’email, una visita diretta… Di quelle 1.000 persone ne trasformiamo un 5%, quindi 50, in clienti paganti… Qual è il modo che solitamente si utilizza per aumentare quei 50 che sono poi ciò per cui lavoriamo? Semplice, passiamo da 1.000 euro a 1.500 o a 2.000 con la “speranza” (e ci risiamo) che di clienti alla fine della fiera ne arrivino 75 o 100. Questa è la tecnica delle dite incrociate e non è il massimo della strategia.
Certo, migliore sarà il contenuto dei tuoi messaggi pubblicitari, o migliore sarà la tecnica di vendita nel momento del contatto, e migliori saranno i risultati, questo sì, ma questo marketing lo fai improvvisando o seguendo un metodo preciso? E questo eventuale metodo preciso lo segui perché hai sempre fatto così o adegui il tuo metodo al contesto specifico che caratterizza adesso il momento?

Rivoluzione digitale

Il mondo è cambiato e lo ha fatto anche molto in fretta. Così in fretta che molti non se ne sono nemmeno resi conto. Non dico che non se ne siano accorti, ma una cosa è accorgersene e una cosa è rendersene conto.
Stiamo vivendo una rivoluzione digitale che sta travolgendo la nostra vita sotto tutti i punti di vista, dall’informazione all’intrattenimento, fino alle relazioni interpersonali. E ciò che ha permesso tutto questo sono i nuovi strumenti digitali a disposizione e, primo fra tutti lo smartphone. Il 98% delle persone possiede uno smartphone e il 76% lo utilizza anche, se non soprattutto, per essere connesso in rete (social, messaggistiche, app, giochi, acquisti, ricerche eccetera). Lo smartphone ha cambiato le nostre abitudini in tutto e, quando dico tutto, intendo anche le abitudini di acquisto, di approccio all’acquisto, di percorso d’acquisto. Il 65% degli acquisti viene deciso prima di incontrare un venditore, viene deciso dopo aver consultato il web con una ricerca mirata, una recensione su siti specializzati, un video tutorial, un consiglio dai social.

Cambiano gli strumenti, cambiano le abitudini e tu, non cambi?!?

E’ normale che il cambiamento sia difficile da metabolizzare, da digerire. Ma se qualche decennio fa si aveva il tempo per abituarsi al cambiamento, adesso questo tempo non c’è: è tutto molto veloce e un’innovazione viene soppiantata ancor prima di essersi diffusa su larga scala.
Oggi chi rimane indietro può pagare conseguenze molto care. Se qualche decennio fa si aveva il tempo per recuperare il terreno perduto, oggi non è più così facile. Chi non cambia rotta, corre il serio rischio di schiantarsi.
Se continui a fare le stesse cose, come potrai ottenere risultati diversi?!? Einstein definisce proprio in questo modo la follia: continuare a fare le stesse cose e sperare di ottenere risultati diversi.

Due motivi per cui è necessario prendere in considerazione il digitale

Oggi, se non hai introdotto strumenti di marketing adatti al digitale, al web, al mondo online, puoi rischiare, per due motivi, davvero tanto:
(1) Il mondo non tornerà indietro: non torneremo ai gettoni e alle cabine del telefono, non torneremo all’enciclopedia su una mensola per cercare la capitale del Nepal, come non siamo tornati alla carta carbone dopo aver introdotto le fotocopiatrici. Il mondo continuerà ad andare avanti nella direzione che ormai ha irreversibilmente preso, il digitale.
(2) Se non li introduci tu gli strumenti di marketing adatti al digitale, lo farà un tuo concorrente e il danno sarà doppio: perderai gradualmente clienti e li guadagnerà qualcun altro.
Oggi, se non hai introdotto strumenti di marketing adatti al digitale, al web, al mondo online, devi immediatamente correre ai ripari.
Il marketing d’attesa sta velocemente perdendo terreno a scapito del marketing mirato perché il marketing mirato sfrutta in pieno i nuovi canali di comunicazione digitale, i nuovi strumenti e soprattutto le nuove abitudini di acquisto dei clienti (ricerche web, connessione in mobilità, comparazioni online). Devi essere tu ad intercettare il cliente nelle varie fasi del percorso d’acquisto e dare al cliente le risposte che cerca, le soluzioni di cui ha bisogno.
Devi smettere di vendere e iniziare ad aiutare a comprare!

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