Amazon ci porterà a casa le tagliatelle?

La ristorazione nel mirino di Amazon 

Il colosso mondiale delle vendite online sta pensando di sbarcare in modo deciso nel mondo della ristorazione. E lo farà con un’idea basata non solo su ciò che il mercato chiede ma su come il mercato lo chiede.

Il segreto del successo di qualsiasi tipo di attività è sempre stato quello di dare al mercato quello che il mercato chiede. Ma in questa epoca caratterizzata dalla RIVOLUZIONE DIGITALE, il cosa non basta più, serve soprattutto il come e Amazon lo sa perfettamente!

Sarà un nuova fase che dovrà far riflettere!

Il settore della ristorazione, come in generale il comparto ricettivo, è stato stravolto in questi anni dalla RIVOLUZIONE DIGITALE con l’avvento dei portali web di settore per recensioni e prenotazioni, come Tripadvisor, Booking o AirBnB, e dalle App di servizio delivery come Just Eat o Deliveroo.

Cosa hanno fatto di particolare questi colossi e queste nuove start up per raggiungere in così poco tempo una diffusione così capillare e il favore degli utenti?

Non hanno fatto altro che capire tempestivamente che il mondo, così come lo si conosceva fino ad allora, sarebbe stato spazzato via dalla tecnologia e dal digitale e hanno:

  • interpretato in modo corretto i cambiamenti del mercato;
  • adottato in modo sistematico i nuovi strumenti digitali;
  • impostato una strategia di marketing centrata sul servizio, sulla comodità e sulla velocità.

Nessuno di questi colossi o di queste nuove start up punta al prezzo più basso per intercettare la clientela, nessuno di questi colossi o di queste start up ignora l’evoluzione repentina che caratterizza la tecnologia e il digitale.

Finché saremo convinti che il cliente cerca solo il prezzo basso anziché il prezzo più conveniente e finché saremo convinti che continuando a lavorare con la stessa mentalità e lo stesso approccio di 20 ma anche di 10 anni fa, non usciremo mai dalla fantomatica crisi alla quale imputiamo questo momento difficile.

Cosa c’entra Amazon con le tagliatelle, il sushi o la pizza?!?

Amazon è diventato leader del settore delle vendite online perché offre la comodità di ordinare in modo semplice in mobilità (sul divano, in treno, sul water), un servizio di spedizione puntuale e una gestione dei resi impeccabile. Anche nel mondo del food, facendo riferimento alle app che permettono di ordinare e farsi spedire a casa, ad esempio, la cena, la logistica è fondamentale e il collo di bottiglia spesso sono i ristornati, i fast food, le pizzerie che devono preparare i piatti sia per l’asporto classico, sia per la clientela sul posto, sia per Just Eat o per Deliveroo.

Amazon sta pensato di mettere in piedi ristoranti chiusi al pubblico e dedicati esclusivamente alle consegne a domicilio tramite le specifiche app. Una cucina per il pesce, una per la carne, una per il cibo vegan, una per la pizza, una gluten free, una per il kebab, una per ogni tipologia di richiesta possibile!

Il cliente non ordina più una la pizza dalla Pizzeria “Da Marco” ma ordina una pizza! Non ordina più l’hamburger da Mc Marco ma ordina un hamburger! E lo stesso vale per tutto: ordinerà la pietanza e le cucine di Amazon, le Cloud Kitchens, prepareranno la pietanza ordinata!

Quindi, potrebbe arrivare il momento in cui qualcuno ordinerà delle tagliatelle al ragù e Amazonn consegnerà,  in perfetto orario, delle tagliatelle al ragù impeccabili perché avrà ridotto al minimo i tempi morti tra preparazione e consegna.

Molto probabilmente questa prospettiva per l’Italia sarà lontana e forse non attecchirà ma… avete il coraggio di metterci la mano sul fuoco?

Non dobbiamo però avere paura di Amazon, dobbiamo avere paura di noi!

Quando arriva una novità, l’atteggiamento corretto è quello di conoscerla subito, documentarsi, approfondire, studiare e capire con sistematica certezza se può essere una novità interessante.

Demonizzare il digitale si sta rivelando un boomerang pesantissimo per moltissime realtà che, rimaste indietro, non hanno potuto fare altro che chiudere.

Tutto ciò che ci ha portato fino a oggi era perfetto per il contesto di mercato che c’era. Il contesto attuale però, a causa della RIVOLUZIONE DIGITALE, è cambiato e solo chi lo interpreta in modo efficace potrà affrontare i prossimi anni in maniera adeguata.

Il digitale non cambierà la pizza ma ha cambiato il modo di venderla!

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Se la tua gestione del cliente (trovarne di nuovi e mantenere quelli che già hai) sta attraversando un periodo complicato, ti invito a prendere in considerazione un cambio netto di strategia. Ciò che hai sempre fatto ti ha portato fino ad oggi ma le condizioni che c’erano fino a poco tempo fa non ci sono più. Con una chiacchierata di un’oretta, potremmo analizzare la tua situazione attuale dal punto di vista marketing.

Le piaghe del commercio locale

Le 3 piaghe di cui è vittima il commercio locale

Etna, siccità e traffico! Queste sono da sempre le 3 grandi piaghe di cui è vittima la Sicilia e, in particolare, “Palemmo”!

Ce lo dice lo “zio” in una scena epica di Johnny Stecchino, aggiungendo che le prime due sono dovute alla natura mentre la terza è dovuta all’uomo che potrebbe fare ma non fa!

Un altro ambito in cui sono diverse le “piaghe” che penalizzano chi si muove al suo interno è il commercio a livello locale e, ascoltando la pancia degli imprenditori, dei commercianti, dei professionisti, sembra di ascoltare un adattamento del geniale monologo del film di Benigni.

L’economia locale e le 3 piaghe di cui è vittima

E quali sarebbero queste piaghe che attanaglierebbero l’economia locale?

Basta dare un’occhiata ai post social di questo periodo e ci possiamo benissimo rendere conto che le 3 piaghe a cui si fa riferimento sono:

  1. I centri commerciali e la vendita online – Sarebbero questi, insieme alla GDO, i grandi nemici che in questi anni stanno pian piano portando via clientela, fatturato e margini alle attività locali;
  2. Gli affitti – I costi per avere un’attività i cui muri non sono di proprietà inizierebbero a pesare come macigni sulle economie delle piccole attività. Gli affitti come, del resto, tutto ciò che è costo fisso, rappresenta sostanzialmente un peso sempre più insostenibile perché i fatturati e i margini non bastano più.
  3. I parcheggi – Ebbene sì, il fatto che la clientela non abbia modo di parcheggiare agevolmente sembrerebbe essere diventato un aspetto determinante per il successo o meno di un’attività. Non il fatto che un cliente sappia della nostra esistenza o della nostra promozione o dei nostri nuovi arrivi. Il problema sembrerebbero essere i parcheggi.

E se ci fosse anche un altro il problema?

Al di là del tono un po’ irriverente usato finora, i tre punti appena toccati sono aspetti effettivamente delicati e ai quali va trovata presto una soluzione sia in termini di normative sia in termini di sgravi e incentivi.

Ma quello su cui però voglio puntare è il fatto che in concomitanza con questa crisi profonda, in atto ormai da oltre 10 anni, si è affiancata in modo repentino e devastante la RIVOLUZIONE DIGITALE.

E il problema più grande è che a livello imprenditoriale ci si ostina solo a contrastarla invece, anche, di integrarla.

Chi in questi anni ha capito come la rivoluzione digitale abbia stravolto la vita di tutti noi, ha creato imperi dal nulla, cavalcando il nuovo modo che il cliente ha di approcciarsi al mercato, agli acquisti, alle informazioni.

Il cliente è informato, veloce e soprattutto sempre e ovunque connesso. E gli imprenditori?

Se da clienti, da consumatori, abbiamo assimilato il grande cambiamento che sta subendo la società ad opera della rivoluzione digitale, da imprenditori fatichiamo a integrare questo nuovo modo di muoversi del cliente.

Da consumatori siamo cambiati senza, forse, rendercene conto, presi dalla frenesia e dall’entusiasmo che l’innovazione tecnologica porta con sé:

  • Abbiamo abbandonato gli elenchi del telefono perché basta fare una ricerca su Google;
  • Abbiamo smesso di spedire cartoline postali perché adesso ci tagghiamo e registriamo sui social;
  • Non chiediamo più indicazioni stradali ai passanti ma abbiamo un navigatore sempre con noi;
  • Prenotiamo alberghi, treni, aerei, ristoranti tramite delle app dedicate attraverso uno smartphone;
  • Paghiamo il caffè con un app e facciamo bonifici in home banking mentre lo beviamo;
  • Non aspettiamo più il meteo alla fine del telegiornale ma abbiamo un’app!
  • Non leggiamo più una Famiglia Cristiana vecchia di 6 mesi quando siamo in attesa dal medico;
  • Guardiamo intere serie TV al telefono, partite di calcio in mobilità, ascoltiamo la radio;
  • Non compriamo più una fotocamera perché facciamo tutto con lo smartphone;

Da imprenditori invece continuiamo a fare le cose che abbiamo sempre fatto:

  • Distribuzione volantini e inserzioni su stampa come uniche forme di visibilità;
  • Sconti e promozioni come se non ci fosse un domani;
  • Utilizzo approssimativo dei social e degli strumenti digitali;
  • Solo ed esclusivamente iniziative di tipo passivo (vetrina, manifesti, cartoline eccetera) senza interagire con la clientela in modo diretto (raccolta dati, profilazione, segmentazione, invio messaggi email o WhatsApp/Messenger, analisi delle abitudini d’acquisto eccetera).

Volendo potrei continuare ma penso che il concetto sia chiaro: il mondo è cambiato e tutto quello che abbiamo sempre fatto non ha più quell’efficacia su cui abbiamo sempre fatto affidamento.

Occorre dare un “perché” al cliente affinché scelga noi e, come concetto, è vecchio come il mondo ma sono cambiati gli strumenti e le tempistiche e questo “perché” va comunicato quindi sui canali che il cliente oggi utilizza e in modo tempestivo.

Possiamo essere entusiasti per questa tecnologia in continua evoluzione o possiamo demonizzarla ma non potremo mai contrastarla in modo efficace, è una battaglia persa. E’ meglio capire quale sia il nuovo contesto, i nuovi strumenti, le nuove abitudini e adattare al meglio le nostre strategie al nuovo mercato.

La rivoluzione digitale non aspetta: se adattiamo le nostre strategie al nuovo contesto, abbiamo qualche speranza, diversamente non ci saranno riduzioni di affitto o nuovi parcheggi che potranno salvarci!

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