Ma si doveva aspettare un’epidemia?!

Abitudine vs Innovazione

Sono due risposte, quasi sempre concatenate, le risposte che spesso mi sento dare da un imprenditore quando propongo una nuova strategia, un’iniziativa diversa dal solito, uno strumento innovativo.

“Eh… ma noi abbiamo sempre fatto così!”. Questa prima risposta arriva snocciolando spesso una serie di risultati, di aneddoti di prestigio, di riconoscimenti ricevuti, con l’intento di rafforzare la propria convinzione. Ma quando, poi, con qualche esempio e qualche considerazione sul nuovo contesto che stiamo vivendo, riesco a strappare, anche se non sempre, un lieve consenso, ecco che arriva un bel… “Beh, in effetti qualcosa del genere dovrei fare ma… non ho tempo!”.

Uno dei problemi più gravi e spesso fatali di un’attività è la routine, sono le abitudini operative, tutte quelle pratiche consolidate che permettono di non stare lì a pensare troppo sul da farsi ma che fanno scorrere l’attività in modo quasi automatico, come se nulla potesse succedere.
Perché questo dovrebbe essere un problema?! Se le cose vanno bene, si fattura, si incassa, si sta abbastanza tranquilli… Qual è il problema?!

Andiamo per gradi…

Se si fattura, si incassa, si sta abbastanza tranquilli, il motivo è semplice:

  • la tua attività risponde in maniera adeguata alle richieste della clientela;
  • la tua attività è inserita in modo corretto nel contesto di mercato esistente.

E se le cose stanno effettivamente così, va benissimo continuare a fare ciò che si è fatto sempre!

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Ma se il contesto di mercato inizia a cambiare?

E se le richieste della clientela iniziano a diversificarsi?

E se subentrano fattori esterni che gradualmente modificano il mercato?

La reazione istintiva (e francamente condivisibile) è quella di aggrapparsi a quello che si è sempre fatto, magari spingendo un po’ di più, investendo del denaro per cercare di rimettere le cose a posto: un volantinaggio in più, un cartellone in più, una promozione in più.

Ma se il mercato sta cambiando, i risultati saranno comunque scarsi e, a parità di fatturato, si è assottigliato il margine. Ecco, a questo punto insistere nel battere lo stesso chiodo non è più condivisibile. E qui calza a pennello la frase di Einstein che recita: “La follia è continuare a fare le stesse cose aspettandosi risultati diversi.”.

Abitudini 1 – Innovazione 1.

L’innovazione non è un interruttore!

Cosa fare, quindi? Un imprenditore deve:

  • essere sempre al passo con i tempi;
  • deve leggere i mutamenti anche minimi del proprio settore;
  • valutare attentamente i nuovi strumenti a disposizione;
  • deve interpretare le nuove dinamiche di mercato.

Ma non può farlo all’improvviso, come fosse un interruttore! E’ qualcosa che va avviato, gradualmente implementato, continuamente monitorato, con l’intento di integrare le novità a ciò che funziona nella propria strategia aziendale.

Questo modo di fare ci permette di affrontare in modo efficace sia le modifiche più lievi del mercato sia le rivoluzioni.

Da qualche anno a questa parte stiamo affrontando una delle più radicali e rapide trasformazioni della storia dell’uomo, la Rivoluzione Digitale. In pochi anni si è passati:

  • dal telefono a gettoni agli smartphone;
  • dallo stradario nel cruscotto a Google Maps;
  • dal meteo al termine dei telegiornali alle app con il meteo in tempo reale;
  • dalla fila allo sportello bancario a eseguire bonifici dal divano;
  • dal fax alla posta elettronica;
  • dalla televisione all’intrattenimento on demand come Netflix o SkyGo;
  • dal solo contante alla carte di credito e alle app di pagamento come Satispay;
  • dalle agenzie di viaggio ai siti di prenotazione online per alberghi, aerei, auto a noleggio;
  • dal solo negozio sotto casa ai centri commerciali e alle grandi piattaforme di vendita online.

E potrei continuare ancora a lungo…


La digitalizzazione dei clienti ci ha travolto e oggi, da utenti, non riusciamo a fare a meno di una connessione dati sul telefono, di WhatsApp o di un social o di un giochino… ma la digitalizzazione delle attività commerciali è decisamente indietro. Gli stessi imprenditori prenotano un albergo tramite un’app, affittano una macchina online e si spulciano i siti di promozione turistica per definire gli itinerari da seguire in vacanza. Quando si tratta però di dotare le proprie attività di strumenti digitali innovativi si torna al discorso di prima… “Eh… ma noi abbiamo sempre fatto così!”… e… “Beh, in effetti qualcosa del genere dovrei fare ma… non ho tempo!”.

Servono nuove vitamine per rivitalizzare l’economia!

Veniamo al momento attuale, con il Paese in emergenza Coronavirus e le attività commerciali chiuse e messe all’angolo…

Nel settore del food c’è adesso una corsa forsennata, anche perché unica opzione concessa dalle disposizioni, al servizio di consegna a domicilio da parte di tutti, anche di coloro che non lo avevano mai preso in considerazione perché non sembrava necessario. Ma l’attività di delivery è da anni in forte crescita e ha visto nascere piattaforme e app che gestiscono prenotazioni, incassi, consegne tramite visibilità e interazione digitale con clienti sempre più connessi e online. Ma chi non era organizzato per le consegne a domicilio?! Si butterà in modo improvvisato e frettoloso in un’attività che, se avesse bene interpretato la direzione che stava prendendo il mercato, avrebbe dovuto da tempo aver inserito. In ambito marketing e comunicazione c’è adesso un’altrettanto forsennata corsa al web, ai social, alle app specifiche, alle piattaforme di settore, perché, con la maggior parte dei clienti a casa e, come sopra, sempre più connessi, i canali più efficaci per raggiungerli sono proprio quelli online. Ma chi non aveva una presenza web strutturata e bene progettata?! Si butterà in modo improvvisato e frettoloso in un’attività che, se avesse bene interpretato la direzione che stava prendendo il mercato, avrebbe dovuto da tempo aver inserito.

L’innovazione è come una cura a base di vitamine: all’inizio non si vedono subito i risultati ma poi arrivano i miglioramenti e gli effetti diventano duraturi. Le vitamine però non sono sufficienti, occorre avere anche un corretto stile di vita.

Abitudini 1 – Innovazione 2

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Se la tua gestione del cliente (trovarne di nuovi e mantenere quelli che già hai) sta attraversando un periodo complicato, ti invito a prendere in considerazione un cambio netto di strategia. Ciò che hai sempre fatto ti ha portato fino ad oggi ma le condizioni che c’erano fino a poco tempo fa non ci sono più. Con una chiacchierata di un’oretta, potremmo analizzare la tua situazione attuale dal punto di vista marketing.

Aumento di fatturato, non solo nuovi clienti!

 

Il fatturato è quello che molte volte ci ossessiona perché è con il fatturato che ci possiamo rendere conto di come va la nostra azienda, di come va il mercato. Se aumenta il fatturato, siamo tutti più tranquilli, anche se personalmente preferirei che fosse il margine ad aumentare ma questo è un altro argomento. Ormai ho iniziato a parlare di fatturato.

A parità di costi, di investimenti, di gestione quotidiana, l’obiettivo che si pongono ogni anno quasi tutte le aziende ma in generale chiunque abbia un’attività in proprio e quindi anche un libero professionista come un avvocato, un commercialista, un personal trainer o un’attività locale come un ristorante, un bar, una lavanderia, è quello di aumentare il fatturato.

E per aumentare il fatturato le strade sono sostanzialmente 3

  1. più clienti,
  2. più valore per singolo acquisto,
  3. più acquisti dallo stesso cliente.

Vediamo allora questi 3 punti:

Più clienti

E’ la strada percorsa in via preferibile da quasi tutti perché il concetto +clienti = +fatturato è qualcosa che suona subito bene ed è il concetto che prima ci viene in mente quando parliamo di aumento di fatturato. E’ così forte questo concetto che quando lo vogliamo mettere in atto, non ci rendiamo conto che spesso per avere più clienti ci vogliono più costi, per adeguare la struttura, per adeguare i servizi, per evitare che l’arrivo di nuovi clienti non vada ad intaccare gli equilibri con i clienti acquisiti.

Aumentare i clienti è dispendioso e non affatto semplice.

Più valore per il singolo acquisto

Se aumentare il numero di clienti non è così facile, potrebbe essere più agevole cercare di alzare il valore dello scontrino medio dei clienti che abbiamo, cercando di offrire loro qualcosa in più che si leghi in modo naturale agli acquisti che fanno abitualmente, evitando di risultare pesante o insistente. E’ un po’ quello che fa Mc Donald’s: tu arrivi e chiedi un panino, loro di propongono la bibita e le patatine; se arrivi e chiedi il menù come spesso fanno tutti, ti chiedono se vuoi le salse o il caffè alla fine. E’ una domanda che fanno ad ogni cliente, tutti i giorni, chiunque sia l’addetto in cassa. La differenza tra farlo e non farlo, in termini di fatturato, è enorme. E infatti è un dogma, non è qualcosa che gli operatore possono fare a loro piacimento, lo devono fare! Punto!

Più acquisti per lo stesso cliente

La terza strada è portare i clienti che abbiamo a tornare più volte da noi. Se fatturo 500.000 euro all’anno con circa 500 clienti, significa che ho una media di 1.000 euro a cliente che, ipotizzando che acquisti 5 volte all’anno da me, mi dà un acquisto medio per cliente di 200 euro.

Se riuscissi ad avere un 10% in più di clienti, che spendessero un 10% in più ogni volta che vengono, e venissero un 10% di volte in più, io mi ritroverei con un 33% in più di fatturato che, volendo agire esclusivamente sul parametro del fatturato, significherebbe dover trovare 165 clienti in più con le stesse abitudini d’acquisto ovvero 200 euro ad acquisto per 5 volte l’anno. Il 33% di clienti in più, un terzo, non mi sembra un gioco da ragazzi, né in periodi di benessere né tanto meno in periodi di crisi.

 

Di queste 3 strade, 2 hanno a che fare con clienti che già abbiamo: aumentare il valore dei loro acquisti e aumentare il numero dei loro acquisti. Se riusciamo in questo, dalle statistiche, avremo speso almeno 7 volte in meno rispetto a quello che avremmo speso per ottenere lo stesso risultato cercando nuovi clienti. Acquisire nuovi clienti costa infatti almeno 7 volte in più rispetto a fidelizzarli.

Tu dirai: sì, ok, ma non è così facile! E io ti rispondo: lo so che non è facile, non stiamo parlando di cose facili e cose difficili, stiamo parlando di cose che funzionano e cose che funzionano meno! Di solito le cose che funzionano bene, che ottengono grandi risultati, che portano al raggiungimento di obiettivi considerevoli non sono mai facili.

Con le giuste tecniche, le giuste iniziative, è possibile costruire un sistema che abbia lo scopo di agire su tutti e tre gli aspetti che abbiamo visto: più clienti paganti, più valore del singolo acquisto, più acquisti per lo stesso cliente.

 

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