Cristiano Ronaldo e l’illusione di vincere!

Ma Cristiano Ronaldo è passato alla Juve?!? Ma quando?!?

Certo che lo avrebbero anche potuto dire!!! A parte la battuta, dopo l’euforia per l’annuncio ufficiale, seguita all’ansia per una trattativa clamorosa già entrata nella storia, subentra l’illusione di aver già vinto tutto!
Cosa c’entra Ronaldo sul tuo blog? Da juventino ti risponderei che Ronaldo alla Juve c’entra comunque! Ma su questo blog Cristiano Ronaldo rappresenta un grandissimo esempio su come l’ennesimo nuovo e potentissimo strumento a disposizione dia l’illusione di ottenere dei risultati con facilità e soprattutto senza fatica. Niente di più sbagliato!

Gli strumenti aiutano ma da soli non bastano!

Gli strumenti aiutano, il progresso ne inventa sempre di nuovi e il loro corretto utilizzo ci agevola: pensate ad un avvitatore elettrico rispetto al classico cacciative, pensate alla lavatrice rispetto alla semplice mastella… Se non hai comunque le istruzioni di montaggio o non sei già un esperto, un armadio non si monta solo perché hai comprato un avvitatore; stesso discorso vale per i panni sporchi, la lavatrice non li lava se non ne conosci il funzionamento e soprattutto i suoi diversi programmi.
Lo stesso vale per Cristiano Ronaldo, è sicuramente un tassello importante nel mosaico della squadra di Allegri ma il mosaico va comunque costruito e portato a compimento con impegno, attenzione, allenamento, fortuna e quindi tanto lavoro

Sarà anche ora, adesso, di parlare di marketing, cosa ne dici?

Sento diversi imprenditori o professionisti che etichettano il marketing online come non adatto al loro settore o addirittura non così efficace come tutti vogliono far credere. Approfondendo un po’ l’argomento, nella stragrande maggioranza dei casi il marketing online viene considerato quasi come un incantesimo che “con facilità e soprattutto senza fatica” ci risolve all’istante tutti i problemi. Il web, i social network, l’invio di email e tutti gli strumenti più o meno complessi che continuamente vengono introdotti sono soltanto, per rimanere su Cristiano Ronaldo, giocatori più forti che devono, però, essere inseriti in una rosa, negli schemi, nelle tattiche e che, soprattutto, si devono amalgamare con il tutto. Quindi, e qui non me ne vorranno gli juventini, comprare Cristiano Ronaldo non basta!
Se hai un’impresa, un’attività commerciale o sei un professionista, comprare l’ultimo software per l’invio di email, affidare a un tuo dipendente la pubblicazione di post sui social, sentire con tuo “cuggino” per farti gestire il sito web, non basta! Occorre che il sito, i tuoi profili social, l’invio di email, vengano utilizzati in modo strategico e coordinato.
Se infili nella lavatrice bianchi e colorati, cotone e lana, schiacci qualche tasto e fai andare il tutto, non puoi pretendere grandi risultati e soprattutto, in caso, non puoi dare la colpa alla lavatrice.
Allo stesso modo, quindi, se realizzi un sito web e lo lasci online senza aggiornarlo, se pubblichi qualcosa sui social quando ti ricordi, se invii email al mondo dichiarandoti “leader del settore” (a proposito, ma quanti sono ‘sti leader del settore?!?), non puoi pretendere grandi risultati e soprattutto, in caso, non puoi dare la colpa al marketing online.

Tre domande facili ma fondamentali

  • Prima domanda – Il tuo sito è utile a chi lo naviga? Nel senso, chi arriva sul tuo sito riesce ad interagire con bottoni, moduli da compilare, risorse da scaricare, testimonianze da leggere, informazioni utili per capire se tu possa essere l’interlocutore giusto per risolvere il suo problema? O è un catalogo virtuale dove è possibile soltanto visualizzare i tuoi prodotti, i tuoi servizi, chi sei e dove sei?
  • Seconda domanda – I tuoi social parlano con chi ti segue di argomenti d’interesse che legano la tua attività ai tuoi potenziali clienti o illustrano esclusivamente prodotti, servizi, offerte, promozioni come fossero un volantino del supermercato?
  • Terza domanda – Hai l’abitudine di inviare email in modalità newsletter a tutti i tuoi contatti indistintamente o hai almeno in parte segmentato la tua lista? Se parli con tutti è un comizio, se parli con i singoli clienti è una conversazione. Le persone oggi non hanno più tempo per ricevere stimoli generici, messaggi standard, notifiche inutili; cerca di impostare una strategia di marketing d’attrazione e non di spinta. Individua le caratteristiche dei tuoi clienti, i loro bisogni, suddividi i tuoi clienti in gruppi e instaura una conversazione mirata sulla base dei rispettivi bisogni.

Se vendi scarpe e lanci campagne pubblicitarie dicendo che hai tutto per tutti, pensi che possa rimanere impresso nella mente di qualcuno? Se vendi scarpe da trekking per percorsi alpini, pensi che gli appassionati di quella particolare attività possano sentirsi chiamati in causa in modo più coinvolgente? E’ decisamente più efficace rivolgere 10 messaggi diversi ma specifici a 10 gruppi omogenei di clienti che inviare 1 messaggio generico e caotico (perché devi metterci dentro tutto) a tutti i tuoi contatti.

Tu dirai… ma è più facile mandare un’email a tutti! Certo, la scelta è la tua: o fai qualcosa di facile o fai qualcosa che funziona!

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Se la tua gestione del cliente (trovarne di nuovi e mantenere quelli che già hai) sta attraversando un periodo complicato, ti invito a prendere in considerazione un cambio netto di strategia. Ciò che hai sempre fatto ti ha portato fino ad oggi ma le condizioni che c’erano fino a poco tempo fa non ci sono più. Con una chiacchierata di un’oretta, potremmo analizzare la tua situazione attuale dal punto di vista marketing.

Funnel, un percorso guidato verso il successo!

Sai cos’è un funnel?

Funnel… Se ultimamente stai masticando un po’ di marketing di nuova generazione, sicuramente avrai sentito parlare di “funnel”. Se questo termine, invece, non lo conosci affatto, penso sia il caso che tu, imprenditore, attività commerciale o professionista, inizi almeno a conoscerne il significato più basilare.

Un funnel, letteralmente parlando, è un imbuto, uno strumento che riempito anche di una grande quantità di liquido, lo incanala perfettamente all’interno di un recipiente con una dispersione pari a zero.

Un funnel, parlando invece di marketing, è un percorso guidato che fatto prendere ad una grande quantità di persone (utenti, se parliamo di web), le incanala in modo sistematico verso una destinazione ben precisa che spesso, ma non sempre, corrisponde all’acquisto.

Un funnel, quindi, è un sistema che ha l’obiettivo di innalzare l’efficacia delle iniziative di marketing perché accompagna il potenziale cliente, con tecniche e strumenti specifici, passo passo verso l’acquisto.

Si parte!

I consumatori, infatti, per effettuare un acquisto, nella maggior parte dei casi, possono essere paragonati a degli esploratori che partono per la loro meta equipaggiati di bussola, zaino, viveri e coltellino. Per raggiungere la loro destinazione, la meta, affrontano un vero e proprio viaggio formato da tappe e un funnel ben costruito è quel sistema che, per ogni tappa, prevede una specifica azione per agevolare il passaggio alla tappa successiva, passaggio che chiameremo “conversione” (se vuoi approfondire leggi l’articolo dedicato proprio alla conversione).
Quali sono queste tappe? Solitamente se ne individuano da 3 a 6 e questa è una rappresentazione sufficientemente aderente.

Prendiamo ad esempio un funnel a 4 fasi

  1. Insorgere del bisogno > Questa è la prima fase, la persona si rende conto di avere un’esigenza da soddisfare. Se ne può rendere conto improvvisamente (mi cade il telefono in un tombino) o ne ha consapevolezza gradualmente (devo andare a un matrimonio e devo comprarmi un abito) o viene in qualche modo stimolato da input esterni (come la pubblicità che a volte crea il bisogno ma nella maggior parte dei casi ne stimola soltanto la consapevolezza).
  2. Valutazione > La persona inizia il suo percorso andando alla ricerca di informazioni relative all’esigenza che è sorta. E questa ricerca può essere effettuata in qualsiasi modo: sul web cercando su google, parlando con amici, colleghi o conoscenti, recuperando informazioni già in suo possesso.
  3. Decisione > Una volta raccolte le informazioni, la persona deve prendere una o più decisioni: è arrivato il momento di agire o manca ancora qualche dato? Ha individuato con sicurezza chi effettivamente ha il prodotto o il servizio adatto a soddisfare quella specifica esigenza?
  4. Acquisto > La persona conclude il suo percorso concretizzando l’acquisto.

Qual è il funzionamento sistematico di un funnel?

In ogni fase devo essere in grado di intercettare il potenziale cliente rivolgendomi a lui con argomenti, contenuti, informazioni adatti alla fase in cui si trova in quel momento! Se ha appena percepito un’esigenza, non posso presentarmi con l’offerta imperdibile! Se deve decidere, non posso parlargli delle diverse soluzioni a disposizione perché le ha già valutate! Se non gli resta che acquistare, non posso offrirgli un ulteriore sconto perché ha già deciso! Ogni fase ha bisogno del suo linguaggio, dei suoi contenuti, dei sui strumenti, il tutto ottimizzato al meglio in base alla strategia studiata preventivamente.
Ma come faccio materialmente ad accompagnare il potenziale cliente nel suo viaggio? Stiamo parlando di marketing di nuova generazione, quindi marketing digitale, marketing per il web. Occorre automatizzare più fasi possibili per permetterci di gestire più persone in meno tempo. Il web ci sta rivoluzionando la vita e le caratteristiche principali del marketing per il web sono la velocità e la portata! Posso raggiungere in brevissimo tempo tantissime persone ma non posso seguirle manualmente, chiamando tutti al telefono o inviando email a tutti. Occorre impostare un sistema automatizzato che ci sostituisca nelle fasi più lontane dall’acquisto e ci permetta di dedicarci alle fasi più vicine alla vendita.

Dobbiamo essere noi a guidare la bussola del potenziale cliente, accompagnandolo gradualmente verso di noi.

Strumenti necessari per automatizzare un funnel

Questi automatismi si realizzano attraverso 4 strumenti:

  • Sito web con blog
  • Social network
  • Raccolta contatti (lead generation)
  • Messaggistica automatica (email e chat)

Ogni obiettivo di marketing può essere raggiunto in modo più veloce e redditizio attraverso un funnel specifico. Questo significa che non esiste un solo funnel ma può esistere un funnel per ogni nostro obiettivo. Ecco che diventa fondamentale la strategia di marketing. Un funnel, così come un sito, una promozione, un concorso a premi, un programma fedeltà, è uno strumento che per avere il massimo dell’efficacia deve essere inserito all’interno di una strategia studiata a monte. Senza strategia, qualsiasi iniziativa non è che un tentativo occasionale. Una strategia ben studiata, invece, trasforma ogni iniziativa in tessere di un mosaico e le porta a collocarsi perfettamente al loro posto e a far comparire il disegno finale.

Un’ultima cosa…

Abbiamo toccato in questo articolo tanti argomenti, ognuno dei quali potrebbe essere ulteriormente sviluppato. Il concetto di percorso guidato, di funnel, nasce grazie alle possibilità che gli strumenti digitali oggi a disposizione e le nuove abitudini dei consumatori ci offrono. Non fare l’errore di sottovalutare questo nuovo contesto, potrebbe essere fatale.

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Siamo a un bivio: se sbagliamo strada, siamo finiti!

Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova.

Mia mamma mi ha ripetuto questo detto tantissime volte e molto spesso le ho dovuto dare ragione. Nel mondo del marketing, però, soprattutto in questo ultimo periodo, questo detto non può essere applicato come consiglio di rimanere sulle proprie posizioni. Nel mondo del marketing, soprattutto in questo ultimo periodo, ci viene in soccorso direttamente Charles Darwin con la sua celeberrima frase: “Non è la specie più forte a sopravvivere ma la specie maggiormente predisposta al cambiamento!”.

Veniamo a noi.

Mi dispiace dirtelo ma senza il digitale perderai tutti i tuoi clienti. Non è una minaccia, è semplicemente un avvertimento. E te lo voglio anche motivare.
Siamo abituati ad un marketing d’immagine (io lo chiamo spesso marketing d’attesa), quel marketing di tipo tradizionale che prevede di fare ogni tanto volantini, manifesti, inserzioni su stampa, spot radiofonici e che comporta poi il fatto di metterci nel nostro negozio, nella nostra agenzia, nella nostra attività in “attesa” che qualche cliente, nella “speranza” che qualcuno veda, ascolti, legga la nostra pubblicità, venga da noi.

Facciamo un esempio semplice.

Spendiamo 1.000 euro e raggiungiamo 10.000 persone… Di quelle 10.000 persone un 10%, quindi 1.000, in qualche modo ci contatta con una telefonata, un’email, una visita diretta… Di quelle 1.000 persone ne trasformiamo un 5%, quindi 50, in clienti paganti… Qual è il modo che solitamente si utilizza per aumentare quei 50 che sono poi ciò per cui lavoriamo? Semplice, passiamo da 1.000 euro a 1.500 o a 2.000 con la “speranza” (e ci risiamo) che di clienti alla fine della fiera ne arrivino 75 o 100. Questa è la tecnica delle dite incrociate e non è il massimo della strategia.
Certo, migliore sarà il contenuto dei tuoi messaggi pubblicitari, o migliore sarà la tecnica di vendita nel momento del contatto, e migliori saranno i risultati, questo sì, ma questo marketing lo fai improvvisando o seguendo un metodo preciso? E questo eventuale metodo preciso lo segui perché hai sempre fatto così o adegui il tuo metodo al contesto specifico che caratterizza adesso il momento?

Rivoluzione digitale

Il mondo è cambiato e lo ha fatto anche molto in fretta. Così in fretta che molti non se ne sono nemmeno resi conto. Non dico che non se ne siano accorti, ma una cosa è accorgersene e una cosa è rendersene conto.
Stiamo vivendo una rivoluzione digitale che sta travolgendo la nostra vita sotto tutti i punti di vista, dall’informazione all’intrattenimento, fino alle relazioni interpersonali. E ciò che ha permesso tutto questo sono i nuovi strumenti digitali a disposizione e, primo fra tutti lo smartphone. Il 98% delle persone possiede uno smartphone e il 76% lo utilizza anche, se non soprattutto, per essere connesso in rete (social, messaggistiche, app, giochi, acquisti, ricerche eccetera). Lo smartphone ha cambiato le nostre abitudini in tutto e, quando dico tutto, intendo anche le abitudini di acquisto, di approccio all’acquisto, di percorso d’acquisto. Il 65% degli acquisti viene deciso prima di incontrare un venditore, viene deciso dopo aver consultato il web con una ricerca mirata, una recensione su siti specializzati, un video tutorial, un consiglio dai social.

Cambiano gli strumenti, cambiano le abitudini e tu, non cambi?!?

E’ normale che il cambiamento sia difficile da metabolizzare, da digerire. Ma se qualche decennio fa si aveva il tempo per abituarsi al cambiamento, adesso questo tempo non c’è: è tutto molto veloce e un’innovazione viene soppiantata ancor prima di essersi diffusa su larga scala.
Oggi chi rimane indietro può pagare conseguenze molto care. Se qualche decennio fa si aveva il tempo per recuperare il terreno perduto, oggi non è più così facile. Chi non cambia rotta, corre il serio rischio di schiantarsi.
Se continui a fare le stesse cose, come potrai ottenere risultati diversi?!? Einstein definisce proprio in questo modo la follia: continuare a fare le stesse cose e sperare di ottenere risultati diversi.

Due motivi per cui è necessario prendere in considerazione il digitale

Oggi, se non hai introdotto strumenti di marketing adatti al digitale, al web, al mondo online, puoi rischiare, per due motivi, davvero tanto:
(1) Il mondo non tornerà indietro: non torneremo ai gettoni e alle cabine del telefono, non torneremo all’enciclopedia su una mensola per cercare la capitale del Nepal, come non siamo tornati alla carta carbone dopo aver introdotto le fotocopiatrici. Il mondo continuerà ad andare avanti nella direzione che ormai ha irreversibilmente preso, il digitale.
(2) Se non li introduci tu gli strumenti di marketing adatti al digitale, lo farà un tuo concorrente e il danno sarà doppio: perderai gradualmente clienti e li guadagnerà qualcun altro.
Oggi, se non hai introdotto strumenti di marketing adatti al digitale, al web, al mondo online, devi immediatamente correre ai ripari.
Il marketing d’attesa sta velocemente perdendo terreno a scapito del marketing mirato perché il marketing mirato sfrutta in pieno i nuovi canali di comunicazione digitale, i nuovi strumenti e soprattutto le nuove abitudini di acquisto dei clienti (ricerche web, connessione in mobilità, comparazioni online). Devi essere tu ad intercettare il cliente nelle varie fasi del percorso d’acquisto e dare al cliente le risposte che cerca, le soluzioni di cui ha bisogno.
Devi smettere di vendere e iniziare ad aiutare a comprare!

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Gli altri sono peggio di te ma lavorano di più?

Che il tuo prodotto sia migliore del prodotto di altri è un’informazione che hai tu… perché naturalmente conosci il tuo prodotto meglio di chiunque altro e perché, da addetto ai lavori, sai riconoscere i pregi e i difetti dei tuoi concorrenti.
Ma chi lo deve sapere che il tuo prodotto è il migliore? Lo devono sapere le persone che con il tuo prodotto o servizio risolvono il loro problema, soddisfano un loro bisogno. Se queste persone percepiscono la tua maggiore competenza, la maggiore qualità del tuo prodotto, perché non dovrebbero venire da te?
E allora perché non lo comunichi? Perché non lo fai sapere al mercato? E non sto parlando di pubblicità, sto parlando di marketing! La pubblicità è solo uno dei tanti strumenti a disposizione del marketing. Il marketing deve essere strategia, programmazione. Ma un marketing d’immagine è solo visibilità, un marketing mirato invece è coinvolgimento, è interazione.
Non che la visibilità non serva, serve! Ma anche quella va spinta con un strategia mirata e non sparando nel mucchio.

 

Non devi arrabbiarti, non serve!

Veniamo a noi… Invece di sbuffare, costruisciti un identikit del tuo cliente, individua gli argomenti a cui è interessato e inizia a conversare con lui, raggiungilo, coinvolgilo e interagisci con lui con lo scopo di soddisfare i suoi bisogni, di risolvere i suoi problemi. Non parlargli solo del tuo prodotto, del tuo servizio, come se fossi sempre e costantemente in una televendita! Così avvertiranno che cerchi solo di vendere, invece tu devi aiutare ad acquistare.
Solo in questo modo il potenziale cliente acquisirà la consapevolezza della tua professionalità, della qualità dei tuoi prodotti e dei tuoi servizi, fino a prendere la decisione di acquistarli. Non perché sono i più belli e i più buoni… ma perché soddisfano proprio quell’esigenza particolare che il tuo cliente ha.

A proposito di identikit, il tuo l’hai fatto?!? Spesso diamo per scontato chi siamo, quali siano i nostri punti di forza e i nostri punti di debolezza, quali le opportunità da cogliere e i rischi da affrontare. Facciamo un’analisi approfondita di chi siamo noi, vedrai che alcuni punti di vista cambieranno.

 

Dicevamo, la concorrenza!

Se i tuoi concorrenti, meno competenti e meno esperti, lavorano di più, evidentemente stanno facendo qualcosa meglio di te e quel qualcosa è molto probabilmente la comunicazione: riescono a far arrivare ai loro clienti la percezione della loro professionalità.
La prima cosa che devi fare, quindi, è rivedere la tua comunicazione in termini di contenuti e in termini di strumenti. Il web e i social network raccolgono quasi tutti i tuoi clienti ma anche quasi tutti i tuoi concorrenti. Se il tuo potenziale cliente fa una ricerca su internet perché ha bisogno di un paio di scarpe, di una palestra, di un ristornate, di un paio di occhiali deve trovare te e non un concorrente.
Quando un cliente trova diverse offerte, tutte più o meno simili, se non identiche, quale parametro utilizzerà per confrontarle? Esatto! Il prezzo!
Le persone non guardano sempre e solo il prezzo! Lo guardano quando è l’unico parametro o quello più in vista. Se ho bisogno di un mattone e ho due opzioni che mi offrono lo stesso mattone come materiale, dimensioni, densità, resistenza eccetera, quale sceglierò? Quello con il prezzo più basso! Non c’è alcun motivo che mi faccia scegliere il mattone più costoso, se le caratteristiche sono le stesse.
Il discorso è diverso quando riesco a far percepire al cliente una differenza nel mio prodotto rispetto ad un prodotto concorrente. Se il mio mattone ha caratteristiche oggettivamente migliori, troverò il cliente disposto a spendere qualcosa in più, non perché sia stupido, ma perché acquisterà qualcosa in più. Non si spiegherebbe altrimenti la differenza di prezzo tra una pizzeria di campagna e un ristorante in centro città, tra una borsa industriale e una borsa firmata, tra un’acconciatura dal barbiere di paese o nel salone delle dive.
Se non riuscirai a far percepire al cliente che il tuo prodotto è davvero migliore, non lo conquisterai mai e continuerai a sbuffare!

 


Se invece vorrai continuare a fare la guerra del prezzo, abbassando di 10 centesimi il prezzo del tuo concorrente ogni volta che lui scende di 10 centesimi sotto il tuo prezzo precedente, mi dispiace dirlo ma siete destinati entrambi a fare una brutta fine (professionalmente parlando, intendo!). Lavorare di più per fatturare sempre uguale o di meno, porta esclusivamente a limare i margini di guadagno ed è il metodo migliore per chiudere bottega o per sopravvivere nel peggiore dei modi.

Ti va un’altra considerazione, ancora più catastrofica?

Riguarda il fatto che il tuo prodotto possa anche non essere migliore degli altri. Magari è solo una tua convinzione. E’ normale che la propria casa sia la più comoda, i propri figli siano i più belli, il proprio prodotto sia il più valido. E’ in realtà davvero così? Voglio sperare per te che non sia solo frutto della tua convinzione.

Non allarmiamoci, torniamo su considerazioni più rosee. Torniamo cioè all’inizio dell’articolo: il tuo prodotto è palesemente migliore della concorrenza ma non è percepito, i clienti non comprano da te perché non riescono a vedere il tuo prodotto come effettivamente migliore. E cosa succede magari? I tuoi concorrenti, a dispetto di un prodotto inferiore, hanno una comunicazione migliore, hanno un sistema di marketing più efficace.
Il marketing non è apparenza, o almeno non lo deve essere! Il marketing deve mettere in risalto le nostre caratteristiche migliori, non ne deve inventare di farlocche, deve esaltare quanto di buono effettivamente il nostro prodotto ha. Se abbiamo un prodotto mediocre, un buon marketing può farci vendere nel breve. Se abbiamo un marketing mediocre, un buon prodotto da solo non ci salverà.
Ci vuole un buon prodotto e un buon marketing perché il cliente deve avvertire la tua qualità, la tua professionalità, il tua competenza prima di arrivare in negozio, in agenzia, in palestra, in azienda.

Un sistema di marketing evoluto, al passo con i tempi, ti permette di conversare con i tuoi clienti del prodotto, delle problematiche da risolvere, delle esigenze da soddisfare, come se fossero da te. Tutto quello che tu hai sempre fatto e che ti ha permesso di conquistare i tuoi clienti, lo devi fare in anticipo. I tempi sono cambiati, il processo decisionale è cambiato, le dinamiche di acquisto sono cambiate.
Chi lo capisce e si adatta, vince. Anche se non ha il prodotto migliore. E tu, che hai il prodotto migliore, cosa fai, abbassi i prezzi? Non mi sembra il caso.

Ricapitoliamo…

  1. Individua il tuo cliente di riferimento; il “tutto fa brodo” non è una strategia di marketing avanzato;
  2. Intercettalo attraverso i nuovi canali di comunicazione e stupiscilo con argomenti di suo interesse; affidarsi a una bella pubblicità e alla speranza che poi arrivi qualcuno non è una strategia di marketing avanzato;
  3. Imposta un sistema di marketing che possa raggiungere più persone in minor tempo, non è fantascienza ma l’era digitale che stiamo vivendo!

Diversamente non ti resta che continuare a dare la colpa al mercato, alla crisi, alla pioggia, alle cavallette, all’umidità.

 

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Facebook e gli altri social network sono solo degli strumenti!

 

Se qualcuno ti propone di gestire la tua pagina facebook, di crearti campagne pubblicitarie facebook, senza però illustrarti a cosa serviranno queste gestioni (pagina e campagne, quindi pubblicazioni organiche e pubblicazioni sponsorizzate), ti invito a metterti in guardia.

Serve una strategia alla base!

La pagina facebook è solo la trasposizione social della tua attività, del tuo negozio, del tuo ristorante, della tua agenzia, della tua azienda.
Per la tua attività è stato sufficiente aprire, fare un inaugurazione e un po’ di pubblicità per diventare una realtà consolidata? Non credo…
Allo stesso modo, creare una pagina facebook, impostarla correttamente con recapiti, immagini di profilo e copertina, informazioni di base e dettagliate ed iniziare a postare prodotti, offerte, immagini curiose, può bastare? Non credo…
La pagina facebook, come il sito web o qualsiasi strumento online (altri social, portali di settore, app mobile eccetera), è soltanto uno strumento. Occorre inserirlo in una strategia, è la tessera di un mosaico, un pezzo di un puzzle. La strategia invece è l’immagine sulla scatola del puzzle che ti permette di unire tutti i pezzi. Senza quell’immagine, magari il puzzle lo termini comunque… ma in quanto tempo?!?

Se non hai una strategia, la situazione della tua attività è la stessa. Hai il sito, hai la pagina facebook, hai altri social, fai passaggi radiofonici, volantinaggi ma senza strategia i risultati saranno inevitabilmente scarsi!
E non date la colpa allo strumento facebook o a internet in generale! E’ il modo con cui viene usato che fa la differenza! Una Ferrari in mano ad un bambino è sempre una Ferrari ma non penso che il bambino farà il record della pista a Montecarlo! Di chi è la colpa, della Ferrari?!?

 

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