Ma tu a quale bagnino vai? Ah, io vado all’Amazon Beach!

Le lobby e le liberalizzazioni

Qualche giorno fa è stato approvato il disegno di legge in materia di mercato e concorrenza. Sono diversi i settori coinvolti per i quali, da anni, si provava a mettere ordine soprattutto per quel che riguarda concessioni, trasparenza, barriere all’entrata.
I comparti interessati sono diversi e si va dalla sanità ai servizi portuali, dai taxi alla gestione dei rifiuti, fino alle spiagge.

 

Naturalmente, quando si mette mano ad una materia di questo tipo, la probabilità che qualche vantaggio possa saltare è molto alta e infatti sono più di una le categorie che si sentono minacciate nei loro privilegi acquisiti.
Si parla, ad esempio, di creare un catasto delle concessioni balneari, ridefinire la disciplina dei servizi pubblici locali con particolare riferimento al trasporto, parità di genere nelle nomine dei dirigenti medici e tanto altro.

 

Non sono mancate e non mancheranno nei prossimi mesi manifestazioni di protesta dagli operatori dei settori interessati, in certi ambiti delle vere e proprie lobby che rischiano di perdere quelle posizioni dominanti che durano da decenni.

La riluttanza dei tassisti a dotarsi del POS a bordo delle vetture diventerebbe il problema minore

Cosa dice il DDL Concorrenza per il settore della mobilità urbana non di linea? In poche parole si tratta del settore a cui appartengono i taxi, e il DDL Concorrenza dice che andrà promossa “la concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, al fine di stimolare standard qualitativi più elevati”.
Naturalmente la risposta dei sindacati di categoria non è affatto conciliante e promettono di mettere in campo tutte le loro forze per contrastare queste misure che prevedono una liberalizzazione definita devastante.

 

Qual è la loro paura principale? È quella che una maggiore facilità di accesso alle licenze da parte di nuovi soggetti stravolga gli equilibri privilegiati attuali. Se dovesse arrivare un operatore in stile UBER, moderno, innovativo, conveniente, comodo, sarebbe un bel problema. Per un settore che fatica ancora ad introdurre i POS per i pagamenti elettronici, il rischio è quello di essere spazzati via.
Ma quanto però inciderebbero le liberalizzazioni e quanto le responsabilità degli stessi operatori poco propensi all’innovazione, alla modernità e alla digitalizzazione?

Amazon Beach, è solo una mia provocazione ma…

Per chi come me è di Rimini, l’argomento balneare è molto sentito. Nel DDL Concorrenza è prevista una sorta di “catasto delle spiagge” in modo di mappare le concessioni esistenti e di permettere una maggiore trasparenza su titolari delle concessioni, durata, costo e tutte le informazioni collegate.


Anche qui la ritrosìa rispetto alle misure inserite nella norma è forte.
C’è da precisare che il tema “spiagge” non ricade nel perimetro del PNRR e il Consiglio di Stato ha stabilito una proroga sulle liberalizzazioni solo fino a Dicembre 2023. Nel frattempo però c’è chi trema per i possibili sviluppi.
E se un nuovo soggetto decidesse di dedicarsi alle concessioni balneari? Potrebbe essere un problema serio per un settore fermo dal punto di vista innovativo e digitale.
Liberalizzando l’accesso alle concessioni balneari, chi potrebbe evitare che un nuovo soggetto si avventi sulle opportunità di quel mercato? Si pensi ad Amazon: è già sbarcato nelle attività locali con i saloni di parrucchiere a Londra e con i negozi di alimentari in diverse grandi città europee comprese Milano e Roma (leggi qui l’articolo dedicato), chi potrebbe impedirgli di aprire, come si dice in Romagna, un “bagnino”?


Molti vanno al mare, molti vengono in Romagna, e il mercato è trasversale: famiglie con bambini, coppie, ragazzi giovani, gruppi di anziani, clientela italiana e straniera. E molti hanno già un account Amazon. Un Amazon Beach potrebbe essere un bagnino che potrebbe offrire:

  • copertura Wifi gratuita in tutti gli ombrelloni,
  • postazioni di ricarica wireless per i diversi dispositivi:
  • display integrati nei lettini per prenotare servizi aggiuntivi come il moscone o la canoa;
  • servizio di delivery per ordinare un gelato o una birra al bar;
  • prenotazione dell’aperitivo serale al chiringuito due bagnini più in là:
  • possibilità di fare acquisti online con il proprio account;
  • giochi o concorsi live per ottenere premi o buoni spesa;
  • accesso ad una selezione di e-book o di film per intrattenersi sotto l’ombrellone.

La domanda che rivolgo a chi legge è la stessa che ho fatto per i taxi: dovesse accadere questo, quanto sarebbe colpa della liberalizzazione e quanto dell’arretratezza di un comparto che non si è mai evoluto se non con qualche campo di beach tennis e una rinfrescata di colore alle cabine?

La soluzione è sempre la stessa: stare al passo con i tempi.

Se gli imprenditori italiani continueranno a gestire le proprie attività “come hanno sempre fatto”, senza innovare, senza rendersi conto che sono cambiati il mercato, il cliente, il contesto, gli strumenti, i bisogni… il rischio (molto elevato) è che vengano spazzati via.


Questo non vuol dire rinnegare la propria storia, la propria esperienza, la propria professionalità a favore del mondo digitale ma significa ridisegnare la propria strategia introducendo in modo consapevole le novità che propone questa nuova epoca affiancandole a ciò che in 20, 50 o più anni di attività abbiamo accumulato.


Non è più il tempo per mettere in mano il proprio futuro solo ed esclusivamente ad iniziative “spicce” ma serve il giusto mix fra storia e modernità, fra esperienza e innovazione, che può permettere all’economia locale di competere con le grandi piattaforme del web e i colossi online.

Un’alternativa concreta per evitare il tracollo c’è

Non possiamo mettere la testa nella sabbia come gli struzzi! Il mondo va in una direzione che difficilmente ci permetterà di tornare indietro. E allora occorre affrontare il nuovo contesto nell’unico modo possibile: una sinergia di territorio che offra al mercato un’alternativa concreta alle grandi piattaforme online e ai colossi del web.


Se il commercio di territorio mettesse a sistema la propria qualità, la propria storia, la propria professionalità, potrebbe benissimo riportare parte dei consumi che si stanno spostando verso l’online di nuovo nelle attività locali.


Non si può affrontare l’era digitale esclusivamente con iniziative “spicce” tipiche degli anni ’90: riempire una piazza con un concerto, una sagra, un carnevale, poteva portare fisiologicamente ad un aumento di consumi nei negozi della passeggiata perché era statistica e non c’erano alternative. Oggi chi arriva al concerto, ad una sagra, ad un carnevale potrebbe benissimo aver già fatto molti acquisti online o aver mangiato in un altro posto perché raggiunto da un’offerta tramite una notifica sul proprio cellulare.


Oggi le iniziative “spicce”, sacrosante, bellissime e indispensabili per dare vita ai paesi, devono essere veicolate da strumenti digitali innovativi, meglio se condivisi. Non siti vetrina o portali passivi, servono sistemi digitali di nuova generazione.


Tanti piccoli Davide possono avere la meglio su un Golia mai così grande, solo se decideranno di farlo insieme.

 

E progetti di questo tipo, per fortuna, ci sono già.

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Se la tua gestione del cliente (trovarne di nuovi e mantenere quelli che già hai) sta attraversando un periodo complicato, ti invito a prendere in considerazione un cambio netto di strategia. Ciò che hai sempre fatto ti ha portato fino ad oggi ma le condizioni che c’erano fino a poco tempo fa non ci sono più. Con una chiacchierata di mezz’ora, potremmo analizzare GRATUITAMENTE la tua situazione attuale dal punto di vista marketing.

Clubhouse, social rivoluzionario o fuoco di paglia?

Quando si muovono quei due, il clamore è assicurato.

C’è poco da dire, l’arrivo di Clubhouse all’interno del mondo social ha destato grande entusiasmo e grande interesse fin da subito ma ha avuto il boom quando Elon Musk, il proprietario di Tesla, e Mark Zuckerberg, il titolare della galassia Facebook, hanno fatto il loro ingresso nel social. E oggi sono tantissime le grandi aziende, i grandi personaggi, i principali social network stessi, ad avere il proprio profilo Clubhouse e ad usarlo sempre con maggiore consapevolezza.

Senza entrare troppo nel merito, mi è sufficiente dire che Clubhouse si basa su contenuti audio in diretta, possiamo quindi definirla come una chiacchierata live. Ognuno può aprire una propria room con un titolo e può invitare altri a partecipare a questa chiacchierata o impostare la room come aperta e ritrovarsi con migliaia di persone ad ascoltare. Naturalmente non è la riunione di condominio di Fantozzi, ci sono i moderatori che regolano i vari interventi e gli speaker che esprimono le loro considerazioni. Sono nate room di qualsiasi tipologia, pubbliche, private, su invito, estemporanee, programmate, e su qualsiasi argomento, dal marketing ai rapporti di coppia, dalle barzellette alla politica, dalle consulenze legali ai commenti sportivi. Ad esempio Zuckerberg ha parlato, come primi argomenti, di realtà virtuale e di lavoro da remoto, mentre Musk ha trattato i temi dello spazio e delle criptovalute.

All’inzio solo iPhone, a breve anche per gli altri.

Inizialmente disponibile solo su sistema iOS, quindi iPhone e dispositivi mobili Apple, ecco che Clubhouse sta per uscire anche per Android e, da social di nicchia, si trasformerà in un social diffuso come siamo abituati a conoscere.

Sono entrato su Clubhouse a febbraio 2021, grazie ad un invito ricevuto da un mio contatto in rubrica, che poi è l’unico modo ad oggi per accedere al social, attraverso cioè il caro e buon passaparola, e ho iniziato ad esplorare questa nuova frontiera social partecipando, sempre come ascoltatore, a diverse room con i più disparati argomenti.

Non vi annoierò con dettagli e considerazioni tecniche ma voglio darvi solo 2 punti su cui riflettere, una caratteristica positiva che considero rivoluzionaria rispetto agli altri social e un aspetto che reputo essere il più grande limite oggi, sempre rispetto ai social esistenti.

Contenuti autentici e senza filtri

Su Clubhouse, sia se organizzi tu la room sia che tu venga invitato come speaker, non avrai tanto a tua disposizione per fare una bella impressione o per catturare l’attenzione se non la tua competenza, la tua esperienza, la tua capacità comunicativa. Non ci sono filtri come su Instagram, non ci sono immagini psichedeliche per accompagnare i tuoi post, non c’è tutta la possibilità di preparare, progettare, impostare, valutare per poi andare in pubblicazione. Su Clubhouse ti fanno una domanda su un tuo argomento e sei solo tu con ciò che sai e ciò che sei. Non puoi “fregare” l’utente con un titolo acchiappa-click, devi metterci dentro esclusivamente quello che hai. Fantastico!

Eventi soltanto LIVE, nessun podcast.

Ho seguito room dal contenuto fotonico! Argomento d’interesse, moderatori e speaker competenti, interventi carichi di valore e di spunti di riflessione. Contenuti che qualcuno si farebbe tranquillamente pagare. Qual è il problema? La maggior parte di queste room le ho seguite alla guida, al posto della radio, o comunque in mobilità, camminando verso la scuola per andare a prendere i figli o nell’attesa di essere ricevuto in un ufficio. Non avendo quindi possibilità di prendere appunti e non avendo modo di riascoltare ciò che è stato detto in un secondo momento. Senza pensare a tutte quelle room, pregne di valore e di interesse, che per ovvi motivi non sono riuscito a seguire. E a tutte quelle room aperte da utenti che ora seguo ma programmate ad orari non compatibili con i miei. Alcuni consulenti marketing d’oltreoceano che parlano alle 03:00 del mattino. Senza un podcast o la possibilità di “salvare” una room, ecco che si perdono grandissime opportunità, si dissolvono nell’etere tantissime opportunità di crescita e di riflessione.

Nei prossimi mesi avremo il verdetto!

Sulla base di queste due semplici considerazioni, ecco che Clubhouse potrebbe essere effettivamente un social rivoluzionario per i meccanismi che conosciamo ma che, senza un sistema che permetta di sfruttare al massimo il potenziale che può esprimere, potrebbe finire tutto in un fuoco di paglia.

E tu, ci sei su Clubhouse?

Intanto, per chi volesse iscriversi a Clubhouse, ho a disposizione 7 inviti. Vi sarà sufficiente contattarmi attraverso il canale che più vi è comodo e chiedermi un invito. Nel frattempo potete pre-registrarvi sulla home page del social in modo da prenotare il vostro username, il nome utente.

Dai, ci vediamo… anzi, ci ascoltiamo là!

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Si può competere con le piattaforme del web?

È possibile contrastare le grandi piattaforme del web?

Se per “contrastare” intendiamo uno scontro a viso aperto, la risposta è NO! È inutile cercare di fare la voce grossa con chi, ad oggi, ha una potenza di fuoco superiore anche a molte nazioni. Sarebbe una battaglia persa fin dall’inizio. Ma spesso è quello che si vede fare: per contrastare Amazon si cerca di abbassare un po’ il prezzo o di spingere di più con la pubblicità, di elaborare iniziative promozionali sempre nuove o di aprire qualche profilo social perché ormai ce lo hanno tutti. Ma le cose non migliorano affatto. Lo sapeva bene Davide quando si è trovato davanti Golia. Serviva qualcosa di diverso, di nuovo, di inaspettato. Serviva qualcosa che potesse trasformare ciò che Davide aveva a disposizione in qualcosa di efficace. Pensò quindi di usare una fionda per colpirlo con un sasso. Ebbe la meglio e da allora lo scontro fra Davide e Golia è entrato nell’immaginario collettivo come metafora degli scontri impari un po’ in tutti i contesti, nello sport come sul mercato.

Ma allora è possibile o no competere con questi giganti online?

Se per “competere” intendiamo dare un’alternativa moderna e innovativa al mercato in modo che anche le attività locali possano essere prese in considerazione lungo il nuovo percorso d’acquisto del cliente, la risposta è SÌ! Occorre utilizzare la stessa strategia di Davide: mi guardo attorno per capire qual è il terreno di gioco, quali sono i rischi e quali le opportunità, raccolgo e metto ordine in quello che ho a disposizione, sia per attaccare sia per difendermi, ed elaboro una strategia che mi permetta di ottenere risultati nel breve, nel medio e soprattutto nel lungo periodo. Ma senza i paraocchi che ci fanno guardare solo e soltanto al nostro orticello!

Ma io lo faccio già! Sono qui da 30 anni! E lo facevano anche mio padre e mio nonno!

Il fatto che si abbia un’attività commerciale da decenni poteva essere un grande vantaggio quando il contesto di mercato era quello dei decenni precedenti: concorrenza simile, abitudini di acquisto pressoché invariate, strumenti di promozione sostanzialmente uguali per tutti e la differenza la faceva in modo netto prima l’impegno e poi l’esperienza, sia nella gestione economica dell’attività sia nella gestione più commerciale del cliente.

Ma siamo sicuri che oggi il contesto di mercato sia quello di 10 o 20 anni fa? Se la risposta che vi date è SÌ, non voglio passare per uccello del malaugurio ma avete i giorni contati. Se la risposta è invece NO, scatta la seconda domanda: ma allora, se il contesto di mercato è cambiato, perché insistete nel basare la vostra gestione su ciò che facevate 10 anni fa? Se mi rispondete che avete sempre fatto così, avete i giorni contati anche in questo caso.

E allora, cosa si deve fare? Sono cambiati gli strumenti, sono cambiate le abitudini, sono cambiate le percezioni, è cambiato l’accesso alle informazioni, è cambiato il modo di porsi dei clienti, sono cambiati i soggetti che operano sul mercato, è cambiato sostanzialmente tutto. È necessario quindi che la gestione delle attività locali si adatti al meglio a questo cambiamento. Adattarsi non significa adeguarsi con rassegnazione, significa, invece, come abbiamo detto poco prima, guardarsi attorno, mettere ordine alla nostre cose e riportare la nostra attività al passo con i tempi. Se nostro nonno ha creato l’attività, significa che la sua gestione era in linea con il mercato di allora; se nostro padre ha continuato l’attività, significa che la sua gestione era in linea con il mercato; se adesso noi fatichiamo, oltre a tutto ciò che arriva dall’esterno, come le crisi, come le normative, come la concorrenza, dobbiamo capire se quello che facciamo è ancora in linea con il mercato come lo era per nostro padre e nostro nonno. Noi oggi siamo in linea con il mondo attuale? Molto spesso no. Continuiamo a fare ciò che nostro padre ci ha insegnato (giustamente) e ciò che suo padre ha insegnato a lui (giustamente), senza però adattarlo al nuovo contesto. Gli insegnamenti e l’esperienza di 30 anni di attività sono sempre un patrimonio fondamentale e irrinunciabile ma vanno inseriti in una strategia che sia adatti all’era digitale. Solo così sarà possibile continuare a valorizzare i sacrifici e l’esperienza accumulati in decenni di attività.

Guarda che io ho già un sito internet e vari profili social!

Ottimo, sicuramente sei in una condizione migliore di chi imperterrito vuole contrastare il cambiamento. Il punto, alle soglie del 3000, è che un sito internet e diversi profili social, li hanno praticamente tutti, sia i concorrenti sia soprattutto le grandi piattaforme del web che stanno stravolgendo il mercato. Quindi non basta più avere un sito e i social, è necessari utilizzarli nel modo corretto!

E quindi? Cosa va fatto?

Occorre capire la forza dirompente che oggi ha la comunicazione digitale che non si limita a darvi la semplice visibilità ma che può darvi la possibilità di entrare in relazione diretta con ogni singolo cliente, recapitare il vostro messaggio a tutti i vostri clienti e potenziali clienti in ogni momento della loro e vostra giornata e indipendentemente da dove loro si trovino o voi vi troviate. La continua connessione ha abbattuto i vincoli di tempo e di spazio che la comunicazione tradizionale aveva. Oggi al volantino nella cassetta della posta, sempre meno utilizzato, si affiancano i post social, ad uno spot radiofonico o televisivo, appannaggio soltanto di chi ha buone disponibilità, si affiancano le dirette streaming, alla telefonata in negozio si affiancano i messaggi istantanei tipo WhatsApp o Messenger.

Non è solo una questione di strumenti ma è soprattutto una questione di mentalità e di visione. Dobbiamo acquisire la consapevolezza che lo strumento digitale può accorciare la distanza fra esercente e cliente e migliorare anche in modo considerevole i nostri risultati commerciali. Occorre costruire una comunicazione digitale in parte manuale, anche perché il contatto diretto, personale, confidenziale non si deve mai perdere, e in parte automatica, soprattutto per quei messaggi ricorrenti e ripetitivi.

Con questo posso recuperare terreno rispetto alle piattaforme?

Con un marketing di tipo attuale, ovvero basato prevalentemente su strategie, iniziative e strumenti di tipo attivo (raccolta dati, comunicazione automatica, programmi fedeltà, messaggistica mirata) e non solo quindi di tipo passivo (volantinaggio, vetrina, sconti incondizionati) puoi sicuramente emergere rispetto alla concorrenza tradizionale e ritagliarti con certezza quella quota di mercato che può darti una serenità ultimamente molto lontana.

La sfida alla piattaforme però non può passare soltanto da una crescita digitale individuale, necessita di strumenti di tipo collettivo che coinvolgano in modo integrato più realtà ma che abbiano come punto in comune il carattere locale. Sto parlando di una sinergia di territorio.

Cosa intendi per SINERGIA DI TERRITORIO?

Intendo un progetto che coinvolta tutti i comparti di territorio in modo integrato, per permettere al cliente di avere quella comodità, quella semplicità e quella convenienza che oggi trova quasi esclusivamente sulle piattaforme del web: se serve un albergo, c’è Booking; se serve un ristorante c’è Tripadvisor; se serve uno sconto, c’è Groupon; se voglio una pizza a domicilio, c’è JustEat. Ma se voglio un toner per la stampante o delle pile stilo o un ombrello o una bicicletta? Anche qui o vado su Amazon o in un centro commerciale.

E se ci fosse uno strumento unico, condiviso, che raccogliesse tutte le attività locali di territorio, compresi i contenitori culturali, i luoghi di interesse turistico, gli eventi, il mondo dello sport e ogni realtà in qualche modo legata al territorio? Facile! Si potrebbe dare un’alternativa alla clientela e iniziare a rilanciare l’economia locale avvalendosi di quella digitalizzazione che non significa trasformare tutto in un grande e-commerce ma vuol dire dotare le attività locali di quegli strumenti oggi in uso quotidiano da parte dei clienti e indispensabili per raggiungerli e farsi prendere in considerazione.

Sì, tanti Davide possono competere con un enorme Golia!

Le attività locali sono come tanti Davide che cercano da soli di sconfiggere un Golia mai così imponente. Tanti Davide che con armi vecchie e sassi piccolissimi cercano ognuno a proprio modo di sopravvivere, con risultati spesso drammatici. Ma se tanti piccoli Davide si mettessero insieme e utilizzassero insieme armi innovative in modo condiviso? Molto probabilmente riuscirebbero a competere con Golia. Questo perché la storia, l’esperienza, la qualità di un’attività locale molto difficilmente può essere replicata in una grande piattaforma o in una grande distribuzione. E allora tante storie, tante esperienze, tante differenti tipologie di qualità possono dare al territorio quello slancio necessario per tornare ad essere centrale nelle scelte d’acquisto della clientela.

Valorizzare il territorio in tutte le sue anime deve tornare ad essere obiettivo di tutti ma non facendo leva sulla compassione (Quest’anno a Natale compra locale! Quando dovrai fare acquisti, ricordati che il centro della tua città è illuminato grazie ai nostri negozi! Sostieni i piccoli negozi che da sempre animano il tuo paese!) ma tramite un progetto digitale innovativo, unico, condiviso, integrato. Un progetto con strumenti e meccanismi di acquisizione e fidelizzazione della clientela moderni ed efficaci. Un progetto che non si basi sulla semplice visibilità ma che dia alle attività locali funzionalità operative concrete. Un progetto a vantaggi reciproci che ci permetta di rilanciare davvero l’economia locale.

Se hai un’attività commerciale in Valmarecchia o in provincia di Rimini, è ora di affrontare insieme questa battaglia che, diversamente, porterà questa volta Golia ad avere la meglio.

Clicca qui è ascolta cosa ti propongo!

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Solidarietà ma anche una tiratina d’orecchie

Emergenza COVID e la ristorazione è in ginocchio

La chiusura forzata dei ristoranti è forse il mistero più grande di questa emergenza sanitaria… e gli imprenditori del settore hanno comprensibilmente i nervi a fior di pelle.
Dopo aver perso uno dei periodi dell’anno più redditizi come il Natale, si ritroveranno dopo la Befana ancora con le serrande abbassate nei fine settimana. L’apertura fino alle 18:00 nei giorni lavorativi è una magra consolazione e suona, e non solo per i più esasperati, come una presa in giro.


L’appello che alcune associazioni rivolgono ai propri clienti è quella di boicottare le grandi piattaforme del food delivery e ordinare direttamente al ristorante tramite telefono, email o gli altri canali di comunicazione e di servirsi possibilmente del ritiro in asporto.
In effetti è un appello più che comprensibile perché le piattaforme di delivery più note applicano commissioni di vendita a doppia cifra con picchi che arrivano a sfiorare il 25%, quota che effettivamente anche in periodi normali è decisamente notevole.


È davvero impossibile non solidarizzare con i ristoratori perché rappresentano una delle categorie più colpite dalle restrizioni anti COVID che, per alcuni, sfiorano l’accanimento: aperti solo fino alle 18:00 in zona gialla, chiusi del tutto in zona arancione e rossa, lasciati boccheggiare soltanto tramite asporto e consegna a domicilio. Spero fortemente che la situazione torni il prima possibile ad una pseudo normalità e permetta ai ristoranti di aprire 7 giorni su 7 e di arrivare quanto meno alle 22:00, in corrispondenza del coprifuoco.

Ma è solo colpa del COVID?

Detto questo, alcune considerazioni sulla situazione del delivery (consegna a domicilio) e del take away (servizio di asporto) vanno fatte…

  • Le grandi piattaforme online come Just Eat, Deliveroo, Glovo, Uber Eats, Foodora eccetera non sono nate con il COVID ma già da diversi anni registrano crescite ragguardevoli, soprattutto nelle grandi città dove, per esperienza personale, alcuni ristorante sono abbonati con tutte le piattaforme;
  • Oltre a questo tipo di servizi, nel settore ristorazione hanno guadagnato sempre più terreno negli ultimi anni (quindi sempre in periodo pre COVID) anche altri meccanismi di acquisizione e fidelizzazione della clientela food, i portali di scontistica come Groupon o The fork per citarne una famoso e uno recente.

Il settore ristorazione, va detto, ha subìto passivamente l’avvento degli strumenti digitali senza praticamente muovere un dito, tranne alcune mosche bianche come Giuliano Lanzetti del Bounty di Rimini. Anziché rendersi conto dell’avanzata di questo nuovo modo di relazionarsi con il cliente, il settore ha tirato dritto per la sua strada convinto che con l’ottima cucina e un servizio impeccabile i problemi non potessero mai arrivare. E questo ha lasciato ampi margini di manovra alle grandi piattaforme online molto attente alle nuove abitudini dei consumatori. E la reazione tardiva dei ristoratori si limita troppo spesso esclusivamente a polemizzare sulle agevolazioni fiscali o sul trattamento inumano nei confronti dei rider, senza però concentrarsi su una risposta attiva e propositiva per andare incontro alle esigenze del cliente.

Il COVID è arrivato poi come uno tzunami sulla ristorazione e l’unica ancora di salvezza, l’accoppiata asporto e domicilio, anziché essere pronta e ben oliata, molto spesso non era nemmeno al suo posto, in stile Titanic con la gestione delle scialuppe di salvataggio.

Consiglio spassionato per il futuro… ma anche per il presente!

Adesso la priorità è sopravvivere ma per chi riuscirà a uscire dalla tempesta ho un consiglio spassionato: buttatevi a capofitto nel marketing e nei concetti fondamentali di acquisizione e fidelizzazione della clientela in chiave digitale perché il 94% delle persone fra i 16 e i 64 anni naviga online in mobilità e l’87% fa ricerche online prima di procedere con un acquisto. Questo significa che la vendita la dovete iniziare a fare online. E la dovete fare voi in prima persona e non tramite le grandi piattaforme perché, se all’inizio possono darvi una boccata d’ossigeno, alla lunga diventano una prigione dalla quale non è facile uscire.
Organizzate quindi il vostro marketing con le vostre strategie e relegate le piattaforme di delivery a semplici tessere del vostro mosaico e non viceversa.

Menzione a parte meritano iniziative di territorio come TocToc che si posizionano a metà strada fra le grandi piattaforme e i servizi fai da te approssimativi dando un servizio di grande utilità in un momento così difficile.

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Cashback di Stato… Perché accontentarsi?!

Two Cashback is megl che one! E ti spiego perché.

È partito l’8 dicembre 2020 il piano Italia Cashless con il quale il Governo, così come si legge sul sito web dedicato che trovate qui, vuole incentivare l’uso di pagamenti tracciati in mobilità (carte di credito, di debito e app di pagamento), vuole modernizzare il Paese e sviluppare un sistema più digitale, veloce, semplice e trasparente.

Lo farà attraverso 4 iniziative che, anche se non espressamente indicato nel sito web dedicato, hanno come obiettivo principale la lotta all’evasione fiscale attraverso incentivi all’emissione dello scontrino fiscale e il contrasto all’uso del contante.

L’articolo che stai leggendo è stato modificato il 31/01/2021 in base alle modifiche al piano che sono state apportate dal Governo in questo mese di Gennaio. Modifiche peggiorative per Stato e attività commerciali, migliorative per le banche, ininfluenti o quasi per i cittadini.

Le quattro iniziative, comunque, sono:

  1. Lotteria degli Scontrini – Gli scontrini emessi dall’01/01/2021 (poi posticipato all’01/02/2021) a fronte di un acquisto parteciperanno ad estrazioni settimanali, mensili e annuali, con premi che andranno dai 5.000 ai 5.000.000 di euro.
  2. Cashback – Dall’01/01/2021 sulle spese effettuate con carte di credito o pagamenti similari si riceverà un rimborso fino al 10%.
  3. Super Cashback – I 100.000 cittadini con il maggior numero di transazioni riceveranno semestralmente 1.500 euro come premio aggiuntivo.
  4. Extra Cashback – Dall’8 al 31 dicembre 2020 ci sarà un periodo Extra di Cashback.

Prima di spiegarvi come potenziare le opportunità di Cashback aggiungendo al Cashback di Stato un altro meccanismo di Cashback (ecco perché, parafrasando il famoso spot del gelato Maxibon degli anni ’90 con Stefano Accorsi, “Two Cashback is megl che one!”), vediamo le caratteristiche principali di questo piano Italia Cashless.

Se invece sai già tutto del Cashback di Stato e della Lotteria degli scontrini, salta direttamente al Cashback aggiuntivo, cliccando qui sotto sul bottone blu!

Lotteria degli Scontrini

Con la Lotteria degli Scontrini, a partire dall’01/01/2021 (poi spostato all’01/02/2021), ogni acquisto darà diritto a partecipare gratuitamente alle estrazioni settimanali, mensili e annuali previste dall’iniziativa.

Alla Lotteria possono partecipare tutti gli scontrini ma non, come inizialmente previsto quelli emessi per acquisti pagati in contanti. Gli acquisti pagati con carte di credito avrebbero partecipato sia a estrazioni ordinarie sia a estrazioni specifiche denominate “zerocontanti”. Ecco che pagando con carte avremmo avuto più possibilità di vincere. Ma, come detto, oltre a far slittare l’avvio della Lotteria, è saltata la possibilità di partecipare con i pagamenti in contanti.

Ci saranno 15 estrazioni settimanali da 25.000 euro per chi effettua gli acquisti, 10 estrazioni mensili da 100.000 euro e un’estrazione annuale con in palio 5.000.000 euro.

Per coinvolgere anche le attività commerciali sono previsti premi anche per le attività commerciali che avranno emesso lo scontrino vincente: 5.000 euro come premio settimanale, 20.000 mensile, 1.0000.000 annuale.

Per partecipare è necessario comunicare al negoziante, che avrà dovuto abilitare preventivamente il registratore di cassa, il proprio codice personale da abbinare allo scontrino. Per ottenere il proprio codice personale è sufficiente richiederlo sul sito web dedicato, alla pagina raggiungibile cliccando qui.

Cashback

A partire dall’01/01/2021 e fino, per ora, al 30/06/2020, utilizzando la carta di credito, di debito, bancomat e app di pagamento, si riceverà denaro (cash) a titolo di rimborso (back). Sarà un Cashback variabile quindi fino a un massimo del 10% di quanto speso. Il 10% che campeggia nel logo è quanto meno fuorviante.

La spesa massima consentita è infatti di 150,00 euro quindi per una spesa di 500,00 euro verrà riconosciuto un Cashback di soli 15,00 euro (corrispondente alla spesa massima ammissibile di 150,00). In questo esempio, quindi il rimborso sarà effettivamente del 3%.

L’importo massimo complessivo che si può ricevere ogni semestre è di 150,00 euro, quindi a fronte anche di un totale acquisti di 2.000, 3.000 o 10.000 annui, il Cashback che si riceverà sarà di 300,00 euro.

Per poter ricevere il Cashback è necessario raggiungere un numero minimo di operazioni di pagamento fissato a 50 operazioni ogni semestre, ossia mediamente quasi 2 a settimana. Se in 6 mesi verranno effettuate 42 operazioni, tutto il potenziale Cashback accumulato non sarà riscosso.

Per andare alla pagina web specifica clicca qui.

Extra Cashback

Nel periodo che va dall’8 al 31 dicembre 2020 è partito un periodo extra dell’iniziativa Cashback che ha preso il nome, quindi, di Extra Cashback.

Il funzionamento è lo stesso rispetto al Cashback che abbiamo visto prima ma c’è un numero minimo di operazioni di pagamento pari a 10, ossia mediamente quasi 3 a settimana.

Servirà per prendere confidenza con l’iniziativa, testare i sistemi e sfruttare il periodo natalizio normalmente caratterizzato da un volume di acquisti più consistente.

Nei primissimi giorni, così come successo per il click-day del Bonus Mobilità, ci sono stati numerosi disservizi e contrattempi nello scaricare l’app, nel caricare i metodi di pagamento, nell’inserire il codice IBAN, con tanti utenti quindi impossibilitati a inserire gli acquisti fra le transazioni valide per l’Extra Cashback.

Per avere altre informazioni a riguardo puoi visitare la pagina web dedicata cliccando qui.

Super Cashback

Oltre al Cashback ordinario, ci sarà il Super Cashback, ossia un premio semestrale aggiuntivo pari a 1.500 euro per i primi 100.000 utenti per numero di transazioni.

Non si parla quindi di importo speso ma di numero totale di operazioni di pagamento effettuate: 10 caffè da 1 euro valgono quindi 10, un divano da 1.000 euro vale soltanto 1.

Nel logo è indicata la cifra 3.000 € perché li premio è semestrale e vale 1.500 euro ed, essendo una graduatoria e non un’estrazione, è plausibile vincere in entrambi i semestri e portare a casa 3.000 euro di Super Cashback.

Per saperne di più visita la pagina web dedicata cliccando qui.

Ma a chi conviene davvero il Cashback di Stato? Alcune considerazioni veloci.

Il piano Italia Cashless coinvolge 4 soggetti ma soltanto 2 di loro avranno vantaggi più o meno consistenti. Gli altri 2 soggetti invece avranno vantaggi marginali (se non nulli) e addirittura dovrà sostenere qualche costo.

OTTIMA iniziativa per le banche che vedranno aumentare il numero delle transazioni tramite i loro POS e, nonostante alcune riduzioni sulle commissioni, avranno maggiori ricavi proprio a fronte di un aumento delle commissioni sul transato. Soprattutto in questa nuova versione della Lotteria degli Scontrini che non prevede più la partecipazione con pagamenti in contanti.

DISCRETA iniziativa per i consumatori che per sostenere le solite spese potranno partecipare a una lotteria gratuita con premi decisamente interessanti e, semplicemente cambiando il metodo di pagamento, potranno ottenere la restituzione di una parte del denaro speso. E partecipare ad estrazioni decisamente interessanti. E il premio annuale della Lotteria degli Scontrini sarà come partecipare alla Lotteria Italia ma senza acquistare il biglietto.

MEDIOCRE iniziativa per lo Stato che si era focalizzato sulla lotta all’evasione e puntava a farlo contrastando l’uso del contante e incentivando l’emissione degli scontrini. Più scontrini si faranno, più si spera sia alto il gettito per le casse dello Stato. Avendo abilitato però gli acquisti presso i grandi supermercati (già ampiamente tracciati), presso i distributori di benzina (già ampiamente tracciati) e il pagamento delle multe (transazioni senza IVA e senza rilevanza per il reddito), i risultati legati alla lotta all’evasione saranno, volendo essere ottimista, mediocri.

PESSIMA iniziativa per le attività commerciali che dovranno sostenere dei costi di adeguamento dei registratori di cassa, vedranno lievitare le spese bancarie e in parte avranno un maggiore impegno operativo (inserire il codice personale per la Lotteria dello Scontrino, cambiare più spesso il rotolo della carta, dover affrontare con più frequenza problemi di connessione). La definizione di “PESSIMA” non è legata al fatto che dovranno in questo modo battere tutto ma proprio all’assenza di vantaggi concreti perché non sarà un potenziale 10% di sconto a costringere i consumatori a spendere di più e a spendere nelle attività locali. La definizione di “PESSIMA” vale anche per le attività che hanno sempre battuto tutto. Anche perché io non mi occupo di fiscalità ma di marketing attuale e, per le attività, non c’è alcun aspetto di questa operazione che possa definirsi di marketing attuale.

Ma parliamo di come una iniziativa DISCRETA per i consumatori si potrebbe trasformare in BUONA, se non in OTTIMA.

Non solo Cashback di Stato!

Di meccanismi di Cashback attivi in Italia ce ne sono diversi, alcuni anche da oltre 10 anni. Come funzionano? Gli utenti registrati effettuano acquisti in attività convenzionate con quel particolare programma di Cashback e ricevono indietro dei soldi (Cashback) sulla base di percentuali note.

Uno dei programma di Cashback più diffusi al mondo è quello del circuito Cashback World con 50 Paesi nei quali è attivo e con oltre 15 milioni di utenti registrati dei quali oltre 1.900.000 in Italia che conta circa 27.000 attività convenzionate.

Per avere informazioni aggiuntive sul circuito Cashback World e per iscriverti gratuitamente a titolo personale puoi visitare la pagina dedicata raggiungibile cliccando sul bottone blu che troverai in fondo alla pagina e nella quale, se sei il titolare di un’attività commerciale, potrai trovare anche un PDF scaricabile che potrà illustrarti le caratteristiche del circuito e i costi, davvero convenienti, per aderire e iniziare ad avere uno strumento di marketing semplice e innovativo.

Ecco un esempio di doppio Cashback con un acquisto presso Magnani Pneumatici a Villa Verucchio (RN).

Il Cashback di Stato e il Cashback di Cashback World si possono tranquillamente sommare.

Ed ecco un esempio concreto e reale di come abbinare i due Cashback sia molto conveniente.

L’esempio riguarda un acquisto effettuato proprio da me sabato 12/12/2020 presso Magnani Pneumatici a Villa Verucchio, provincia di Rimini. Ho acquistato gomme termiche nuove per una vettura appena comprata compreso il deposito delle gomme estive smontate. Un paio di settimane prima avevo fatto il cambio gomme per l’altra macchina e avevo deciso di pagare (montaggio e deposito delle estive) tutto in soluzione unica con la seconda macchina. Totale complessivo 424,00 euro. Pago con la carta ed ecco cosa succede:

  • L’importo massimo di Cashback di Stato per singola transazione è fissato a 15 euro, ossia il 10% della spesa massima ammissibile cioè 150 euro. Avendo pagato 424,00 euro, il mio vantaggio come Cashback di Stato sarà di soli 15 euro. Per precisione, quindi, andrò a ricevere un Cashback effettivo pari al 3,5% di quanto speso. Poco male, sono comunque 15 euro ricevuti per un acquisto che avrei fatto ugualmente. Presi!
  • Con Cashaback World, per fortuna, non ci sono Cashback massimi per singola transazione, quindi godrò del vantaggio su tutti i 424 euro. Da Magnani Pneumatici la percentuale di Cashback è del 3% quindi riceverò 12,72 euro. Presi anche questi!
  • Sommando il Cashback di Stato con il Cashback di Cashback World, ho portato a casa in tutto 27,72 euro che, a fronte di un acquisto di 424 euro, rappresentano il 6,54%.
  • Con Cashback World, per ogni acquisto, è prevista l’emissione di Shopping Points, dei punti spesa dal valore che varia da 5 a 10 euro ciascuno e che si possono utilizzare come denaro per acquisti successivi in promo dedicate che le attività convenzionate vorranno impostare. Da Magnani Pneumatici la percentuale di Shopping Points rilasciati è del 2,5% quindi riceverò 10,6 SP (Shopping Points) che potrò utilizzare in acquisti successivi con un valore che oscillerà fra i 53 e i 106 euro in base alla promo che troverò.
  • Considerando quindi anche il valore degli Shopping Points, il vantaggio complessivo dell’abbinamento Cashback di Stato e Cashback World andrà dagli 80,72 euro ai 133,72 euro che, a fronte di una spesa di 424 euro, rappresentano un ritorno tra il 19,04 e il 31,54%. Non male, vero? E le differenze non finiscono qui… Vediamole insieme!

Mettiamo i due Cashback a confronto e capiamo come non iscriversi a Cashback World sia da sciocchi.

Modalità di pagamento

Per il Cashback di Stato valgono solo i pagamenti digitali, con Cashback World valgono tutte le modalità di pagamento (contanti, carte, bonifici, assegni, ricevute bancarie, cambiali eccetera).

 

Numero minimo di transazioni

Per il Cashback di Stato è fissato a 10 operazioni a semestre, con Cashback World non c’è un numero minimo di operazioni da effettuare ma viene pagata già la prima operazione effettuata anche se poi rimane l’unica della propria vita.

Importo massimo rimborsabile per singola operazione

Per il Cashback di Stato l’importo massimo che si può ottenere in una singola operazione è fissato a 15,00 euro, con Cashback World l’importo rimborsabile è illimitato, quindi anche 20,00, 50,00 o 100,00 euro per singola operazione.

Importo massimo rimborsabile complessivo

Per il Cashback di Stato l’importo massimo che si può ottenere complessivamente è fissato a 150,00 euro a semestre, con Cashback World l’importo rimborsabile complessivo è illimitato, qindi anche 200,00, 500,00 o 1.000, 00 euro.

Notifica di avvenuta transazione

Per il Cashback di Stato è prevista la collezione (così c’è scritto sull’app IO) delle transazioni il giorno dopo la contabilizzazione da parte dei circuiti di pagamento e potrebbero servire fino a 72 ore per la visualizzazione delle stesse. Con Cashback World in tempo reale si riceve una notifica push dalla Cashback App che avvisa della corretta registrazione dell’operazione quando si è appena concluso il pagamento in modo da essere certi di ricevere i vantaggi.

Certezza del rimborso promesso

Con il Cashback di Stato c’è un ammontare complessivo di fondi destinati a questa iniziativa e, se il numero di cittadini che aderirà sarà molto alto, c’è il rischio che i fondi stanziati non siano sufficienti a garantire quel 10% che dovrà, di conseguenza, essere ridimensionato in proporzione. Con Cashback World i vantaggi che si ottengono (Cashback e Shopping Points) sono garantiti direttamente dalle attività convenzionate che, tramite il circuito Cashback World, riconoscono i vantaggi ai clienti che non avranno quindi sorprese.

Facilità di accesso al rimborso

Con il Cashback di Stato è necessario scaricare l’app IO e accedervi con lo SPID (da ottenere, se non lo si ha). Occorre poi abilitare i propri metodi di pagamento digitali avendo l’accortezza di non dimenticarne qualcuno per strada, altrimenti si effettueranno pagamenti che non saranno conteggiati. Non è finita qui: sempre nell’app IO, alla sezione Servizi, occorre attivare il Cashback. Con Cashback World è sufficiente registrarsi su sito e si sarà già attivi, anche perché per farsi riconoscere come aderenti al circuito è sufficiente utilizzare il numero di telefono utilizzato per la registrazione. Non serve l’app, non serve una card fisica, non servono credenziali.

Vantaggi aggiuntivi al Cashback

Per il Cashback di Stato è previsto il Super Cashback di 1.500 euro a testa per 100.000 utenti ogni 6 mesi, con Cashback World si ottengono sempre in percentuale su ogni acquisto gli Shopping Points che, come abbiamo visto prima nell’esempio, alzano di parecchio la convenienza. 

Tipologia di attività aderenti all’iniziativa

Per il Cashback di Stato è possibile rivolgersi soltanto alle attività fisiche al dettaglio con esclusione quindi di tutto il mondo online, con Cashback World è possibile rivolgersi a tutti i settori merceologici sia fisici sia online. Sono escluse con il Cashback di Stato le spese legate all’attività professionale, con Cashback World sono ammessi anche gli acquisti effettuati in modalità B2B (Business to Business), ossia gli acquisti fra aziende.

Strumenti di marketing avanzato per le attività aderenti

Per il Cashback di Stato non sono previsti strumenti di marketing avanzato, tutto si basa sulla “speranza” che gli utenti decidano di optare per i negozi fisici anziché gli shop online e che decidano di spendere di più vista la convenienza che viene proposta. Con Cashback World le attività convenzionate hanno a disposizione diversi strumenti di marketing avanzato come la raccolta dei dati di contatto dei propri clienti o di quelli già iscritti (il nuovo petrolio in questa era digitale), le offerte dedicate per spingere un prodotto o un periodo facendo usare gli Shopping Points (i punti spesa in denaro), l’invio di comunicazioni email mirate, la possibilità di emettere card personalizzate, le statistiche di acquisto. È doveroso precisare come questi strumenti di marketing avanzato sono ovviamente a pagamento ma comprendono anche l’assistenza di un consulente certificato dedicato.

Ambito territoriale di applicazione

Per il Cashback di Stato l’applicazione è soltanto in ambito nazionale, quindi in Italia, con Cashback World si hanno 50 Paesi nel mondo nei quali è possibile fare acquisti e ricevere una percentuale come rimborso. Ripeto, 50 Paesi nel mondo!

Ambito temporale di applicazione

Per il Cashback di Stato è fissato dall’01/01/2021 al 30/06/2022 (per ora) a periodi rigidi di 6 mesi, per cui tutto quello che si fa nei 6 mesi viene conteggiato e allo scadere del semestre si azzera tutto, con Cashback World, attivo in Italia dal 2009, non c’è scadenza e quindi posso accumulare rimborsi senza preoccuparmi di nulla.

C’è un motivo valido per non iscriverti a Cashback World?

Ti rispondo con un’altra domanda… C’è un motivo valido per lasciare l’euro nel carrello o per non ritirare il proprio resto alla cassa di un supermercato? Non iscriversi a Cashback World equivale proprio a lasciare l’euro nel carrello o il proprio resto alla cassa del supermercato perché ci sono oltre 27mila attività (considerando solo l’Italia) disposte a restituire una percentuale che va dall’1 a 5% e a rilasciare anche dei punti spesa (gli Shopping Points). È da sciocchi o no? Non ci sono vincoli, non ci sono restrizioni, è gratuito, non ha scadenze e ci permette di potenziare il Cashback di Stato e di continuare ad avere del Cashback anche dopo i 150,00 e dopo i 6 mesi. Cosa aspetti?

Per iscriverti ti basterà compilare il modulo di iscrizione raggiungibile cliccando sul pulsante arancione qui sotto e per avere ulteriori informazioni puoi cliccare sul pulsante blu, anche se hai un’attività commerciale.

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Se la tua gestione del cliente (trovarne di nuovi e mantenere quelli che già hai) sta attraversando un periodo complicato, ti invito a prendere in considerazione un cambio netto di strategia. Ciò che hai sempre fatto ti ha portato fino ad oggi ma le condizioni che c’erano fino a poco tempo fa non ci sono più. Con una chiacchierata di un’oretta, potremmo analizzare la tua situazione attuale dal punto di vista marketing.